Salita all'onore delle cronache nelle ultime settimane la proposta del senatore Ichino è stata presentata ufficialmente diverso tempo fa. Si tratta a dire il vero di un "pacchetto" di proposte coordinate tra loro che puntano ad un cambiamento strutturale del mercato del lavoro in Italia.
Particolare interessante è la tecnica di intervento legislativo, che il senatore ha deciso di adottare. Interessante, non solo, e non tanto, dal punto di vista tecnico, quanto da quello politico. Le modifiche proposte riguardano, infatti, solo i rapporti di lavoro creati dopo la loro eventuale approvazione, lasciando inalterata la disciplina che regola i rapporti già in atto.
Inevitabilmente si creerebbe, nel breve periodo, un dualismo tra nuovi rapporti di lavoro e quelli già esistenti, una disparità destinata col tempo, però, ad essere superata. Con le parole del senatore Ichino si punta: "non su di una palingenesi istantanea del sistema, ma sul metodo del try and go, dove la sperimentazione è oggetto di scelta contrattuale tra impresa e sindacato, cui la legge si limita a offrire una guida e una sponda; scommettendo, sì, sulla superiorità effettiva di un nuovo regime, quello ispirato ai migliori modelli della flexsecurity nord-europea, rispetto al nostro vecchio regime di protezione; ma su di una superiorità che non viene presunta a priori, bensì assoggettata alla verifica della negoziazione tra le parti e della sperimentazione concreta"
"Propongo di promuovere una grande intesa tra lavoratori e imprenditori, nella quale questi ultimi rinunciano al lavoro precario in cambio di un contratto di lavoro a tempo indeterminato reso più flessibile con l'applicazione di una tecnica di protezione della stabilità diversa da quella attuale per i licenziamenti dettati da motivo economico-organizzativo."
Cercando di riassumerli i punti fondamentali del suo impianto sono i seguenti: