Il Laboratorio

27 maggio 2001

E' primavera, svegliatevi…allergie!
di Mariacarla Iacopetta


Con l'arrivo della bella stagione molti di noi, è certo, hanno dato vita ad una "suite" di starnuti, ad un'opera di stizzosi colpetti di tosse, ad una sinfonia di "strombazzamenti" nasali! Cari amici miei queste melodiose "pieces" sono la rappresentazione delle allergie. Il direttore d'orchestra, in questo caso, è il nostro sistema immunitario,mentre le quinte non sono rappresentate altro che dall'arrivo della primavera. Infatti è proprio in questo periodo che i pollini vengono prodotti e meglio trasportati dalla brezza primaverile, per andare ad attecchire in ogni dove e dar vita a nuovi fiori, ad altre piante. Ma per alcuni di noi c'è molto poco di romantico in tutto questo visto che il lacrimare degli occhi ed il continuo soffiarsi il naso non ci permettono di godere a pieno di questa apoteosi della natura.Cosa succede? Nulla di veramente strano: la perfetta macchina che è il nostro organismo si è accorto che queste polveri, queste sostanze che lo "assalgono" dall'esterno, penetrando dal naso, dalla bocca o solo posandosi sulla pelle, non gli appartengono, sono estranee e se ne difende innescando quella che viene definita" Risposta immunitaria".

Potremmo considerare l'immunità come la capacità dell'organismo di difendersi dagli attacchi di "antigeni" estranei di varia natura, ma per fare questo esso può mettere in atto due tipi di intervento: l'immunità di tipo aspecifico e quella specifica.La prima reagisce contro qualsiasi sostanza sconosciuta al nostro sistema di controllo, senza fare alcuna distinzione e ne fanno parte la pelle, le mucose (di occhi, bocca, naso) e le loro secrezioni (saliva, lacrime, muco, etc.), che sono vere e proprie barriere fisiche; molecole circolanti del "sistema complementare"; cellule fagocitarie ed altre sostanze in grado di modularne l'attività. La seconda ha invece un alto grado di specificità nei confronti di ogni piccolo invasore ed in più "ha una buona memoria", cioè ricorda con quale microbo o particella è già entrato in contatto in modo che ad un successivo incontro sarà pronta per una più efficace e rapida difesa , amplificando anche la capacità difensiva delle componenti dell'immunità naturale (aspecifica).

L'immunità specifica può essere mediata dai linfociti(cellule de S.I.) B e T ovvero dagli anticorpi (molecole circolanti nei liquidi, negli umori corporei)ed allora si potrà parlare, in un caso o nell'altro, di "immunità cellulare" e di "immunità umorale".Com'è ovvio intuire, e questo riguarda un po' tutte le cose esistenti in natura, la distinzione viene fatta puramente per un motivo didattico, dato che è frequente che esse operino contemporaneamente, sovrapponendo le loro attività e amplificando reciprocamente la capacità di difesa. A riprova di questa labilità di confini tra i due sistemi c'è il fatto che i Linfociti B, essendo cellule, sono però i produttori degli anticorpi ed operano così a cavallo tra immunità cellulo-mediata ed umorale. Era necessaria questa piccola premessa per seguire il destino dell'allergene.

Questo, entrato nell'organismo, non può essere immediatamente attaccato dalle cellule linfocitarie, ma altre cellule, le APC (cellule presentanti l'antigene), termine con cui si fa riferimento ad un eterogeneo gruppo di citotipi, inglobano l'antigene, lo spezzettano ed alla fine espongono sulla loro superficie le parti del materiale che più specificatamente sono in grado di stimolare una risposta immunitaria .Insomma, le APC "mettono alla berlina" gli antigeni che saranno vittime degli "insulti" messi in pratica dagli anticorpi e dalle cellule linfatiche. E così succede che al primo contatto con un Ag la risposta immune si instaurerà più lentamente perché sarà necessario più tempo per il riconoscimento, per l'internalizzazione, per l'elaborazione e l'esposizione in superficie ed anche perché il linfocita B ha bisogno di più tempo per produrre gli anticorpi specifici che legheranno la sostanza estranea e la elimineranno.Il secondo contatto si evolverà in modo più rapido poiché, elaborato ed esposto l'antigene alla superficie delle APC, non sarà necessario aspettare la produzione degli anticorpi: quelli ci sono già e sono pronti ad agire immediatamente, riducendo così i tempi di attesa.La nostra macchina "organismo" ancora una volta ci ha sorpreso in quanto ad efficacia ed economizzazione delle energie!

Però vi sono condizioni in cui tale efficacia di risposta difensiva può dimostrarsi deleteria , dannosa ed in certi casi letale. Alcuni organismi, al primo contatto con l'antigene, eccedono infatti nella capacità di sintesi di alcuni tipi di Anticorpo: le IgE (che vanno ad affiancare tutto il pool dell'esercito della salvezza: le IgA delle secrezioni, le IgM, le IgG, le IgD).

Queste, prodotte in eccesso, vanno ad aderire alla superficie di alcune cellule ematiche contenenti granuli ricchi di sostanze, come l'istamina, provviste di diverse attività biologiche tra cui la capacità di instaurare la dilatazione dei vasi sanguigni…Avete visto il rossore della pelle dopo la puntura di un insetto: beh, è determinato da queste sostanze che fanno dilatare i capillari ed aumentano l'afflusso di sangue verso la parte danneggiata conferendole il caratteristico colore!

Dunque, dopo il primo contatto tutte le IgE prodotte sono adese alla superficie di queste cellule e quando l'antigene per la seconda volta penetra nell'organismo và a legare queste immunoglobuline innescando la reazione che porterà alla liberazione delle sostanze suddette le quali determineranno alcuni di quei fenomeni a cui noi allergici siamo abituati: rossore, prurito, rigonfiamento delle zone esposte allo stimolo e molti altri.Questo potrebbe essere anche carino, ma quando il fenomeno comincia ad interessare più distretti ed assume una connotazione sistemica le manifestazioni cliniche possono essere più gravi e possono esitare nello "shock" anafilattico e nella morte.

Come si scatenano le allergie
Come si scatenano le allergie

Qualcuno obietterà che è possibile evitare queste indesiderate reazioni eliminando o riducendo i contatti con queste sostanze: ci basterà restare chiusi in casa per tutta la primavera o magari andare in giro bardati come Michael Jackson ed anche in quel caso, chi ha problemi con la polvere non risolverà nulla.Quello che più preoccupa però è che anche molti alimenti possono dar luogo a reazioni allergiche più o meno gravi. Possono essere considerate fonti di allergie alimentari le uova, il latte, la frutta secca, la soia, i frutti di colore rosso (causano allergia delle sostanze in essi contenuti dette profiline), molti frutti tropicali e pesci e crostacei, tanto per citarne qualcuno.

Che si fa in questo caso?Non mangeremo nessuna di queste prelibatezze!Ma l'ingegneria genetica e le sue applicazioni in campo alimentare hanno dato vita ad una nuova classe di allergie: le allergie da OGM (organismi geneticamente modificati)!Un gene estraneo introdotto nel mais, nei pomodori, nel grano, conferisce a questi prodotti una maggiore resistenza a parassiti, insulti di vario tipo (fisici, ambientali), ma può, in soggetti predisposti, dar luogo ad una allergia ed alle sue eventuali conseguenze. Si tratta anche in questo caso di allergia alimentare (non si parla di tossicità in quanto non si manifesta in tutte le persone che ingeriscono l'OGM e perché i produttori devono assicurarsi che il gene e la proteina che ne deriva non abbiano analogie di alcun tipo con tossine già conosciute), ma la gravità stà nel fatto che spesso i consumatori sono ignari di accingersi a consumare OGM quindi, in attesa di una più severa legislazione riguardo alla descrizione dei prodotti alimentari sulle etichette: attenzione!Il problema purtroppo non è di facile risoluzione in quanto l'ingegneria genetica applicata agli alimenti, a cui molti sono contrari, ha in sé grosse potenzialità: si potranno migliorare gli alimenti nel valore nutrizionale (ridurre il contenuto di colesterolo "cattivo" e favore di quello "buono", addizionare gli alimenti con vitamine) o fare in modo che sia possibile l'attecchimento di alcuni tipi di piante in paesi in cui la loro crescita sarebbe naturalmente impossibile, permettendo così di nutrire in modo completo un' ampia porzione della popolazione mondiale (quella dei paesi in via di sviluppo) che notoriamente non ha la possibilità di usufruire di tutti i nutrienti necessari per una corretta alimentazione, subendone tutte le conseguenze.

Come fabbricare un OGM
Come fabbricare un OGM


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