Il Laboratorio

29 maggio 2001

E spuntarono le civette
di Michele Ventresca


Con la legge elettorale in vigore dal'94, denominata "Mattarellum" dal nome del suo ideatore, il ministro on. Mattarella, è stato introdotto in Italia un complesso sistema di elezione dei rappresentanti della Camera dei Deputati. Tale sistema elettorale si caratterizza per il fatto di essere un sistema misto in cui convivono sia il maggioritario che il proporzionale. Infatti il 75% dei seggi, pari a 475 deputati, vengono assegnati tramite collegi maggioritari uninominali (nei collegi in questione viene eletto il candidato che prende un voto in più degli altri). Il restante 25%, pari a 155 deputati, viene invece attribuito attraverso un sistema proporzionale; dunque questi seggi vengono distribuiti tra le varie liste in proporzione ai voti ottenuti dalle stesse nelle 26 circoscrizioni elettorali ( ogni regione ne ha almeno una, quelle più grandi ne hanno più di una). Per poter accedere alla ripartizione dei seggi proporzionale è però necessario aver superato lo sbarramento del 4%, altrimenti si resta fuori.

Tuttavia per contemperare l'aspetto prevalentemente maggioritario della legge è stato introdotto il meccanismo dello scorporo. Infatti, in base a tale meccanismo, nella quota proporzionale, vengono sottratti (scorporati), al partito collegato al candidato vincente nel maggioritario, i voti ottenuti dal candidato che è invece arrivato secondo aumentati di uno (ovverosia i voti che sono serviti per vincere nel collegio uninominale). Qui entrano in gioco le liste civetta. Queste sono liste create ad hoc, che non hanno nessuna speranza di raggiungere il 4%, la loro unica funzione è quella di collegarsi formalmente al candidato del maggioritario; in questo modo viene impedito allo scorporo di spiegare i suoi effetti sulla lista di reale appartenenza del candidato ( in pratica dunque al vero partito del candidato non viene sottratto nessun voto).

Sono passati diversi giorni dalla chiusura delle urne, ma incredibile a dirsi, ancora non si conosce con precisione la composizione del nuovo parlamento in quanto restano da attribuire circa 13 seggi dei 155 riservati alla quota proporzionale.

Questa assurda situazione è stata determinata dallo straripante successo ottenuto da Fi a livello di partito individuale; infatti tale partito si è ritrovato ad avere diritto, nella quota proporzionale, ad un numero di deputati superiore a quello dei candidati.

In questo caso si sarebbe quindi dovuto ricorrere all'elezione dei candidati di Fi sconfitti nei collegi uninominali. Tuttavia ciò non è stato possibile, poichè i candidati di Fi nel maggioritario, come del resto tutti i candidati dell'intera coalizione, formalmente non erano collegati al loro reale partito, ma alla lista civetta "movimento per l'abolizione dello scorporo...". In pratica il problema gira tutto intorno ai seguenti interrogativi: é possibile, nonostante "le liste civetta" individuare dei candidati di Fi a cui assegnare i seggi vacanti? Se non è invece possibile a chi vanno questi seggi?

Ordunque poichè la legge al riguardo è lacunosa si rende necessario un "salto interpretativo"; la soluzione della questione è stata così demandata dal Ministero dell'Interno all'ufficio centrale elettorale della Cassazione, che dovrà pronunciarsi prima della convocazione delle nuove Camere.

Sull'attribuzione di questi 13 seggi, che è bene ricordare che comunque essi vengano attribuiti non sono in grado di mutare sostanzialmente la maggioranza uscita dalle urne, ne è subito sorta una contesa tra Ulivo e Casa delle Libertà. Infatti l'Ulivo sostiene che quei 13 seggi dovranno essere distribuiti tra tutti gli altri partiti che hanno superato nel proporzionale la quota di sbarramento del 4% (vale a dire An,Ds,Margherita e Rifondazione comunista).

Forza Italia, dal canto suo, sostiene ovviamente una tesi opposta, la quale si basa essenzialmente sul principio del rispetto della volontà degli elettori, nel senso che non possono essere eletti con i voti dati a Fi dei rappresentanti appartenti ad altri partiti e addirittura anche ad una coalizione opposta: si dovrebbe quindi comunque ricorrere al ripescaggio degli sconfitti nei collegi uninominali.

Pur essendo evidente che le ragioni a sostegno della tesi di Forza Italia sono molto forti, la questione rimane estremamente complessa e di non facile soluzione. Anche la tesi prospettata da alcuni di dare inizio alla legislatura lasciando vacanti quei 13 seggi non sembra plausibile.

Dunque per il momento non resta che aspettare la decisione della Cassazione; tuttavia ciò che rimane di tutta questa vicenda è una consapevolezza ancora più forte della totale inaffidabilità di questo sistema elettorale che non smette mai si stupirci, in negativo ovviamente.

Infatti quest'ultimo problema causato dalle liste civetta è solo la punta di un iceberg di un sistema elettorale che fa acqua da tutte le parti. Non è affatto condivisibile l'opinione, già espressa da più parti all'indomani del voto, secondo cui alla fin fine il "Mattarellum" non è da buttare in quanto è stato in grado di far emergere una maggiaronza stabile. Se tutto ciò è avvenuto, è avvenuto non grazie, ma a dispetto della legge elettorale in vigore.

La XIV legislatura pertanto si trova subito di fronte l'irrisolta questione della riforma elettorale; sarebbe un errore dimenticarsi, ora che le elezioni sono archiviate, di questo importante problema.

La riforma del sistema di voto va tenuta fin da subito all'ordine del giorno, non solo perchè ci sono due referendum popolari che aspettano ancora una risposta, che il precedente parlamento non è stato in grado di dare, ma anche perchè questioni fondamentali così complesse è meglio che siano affrontate da un parlamento appena eletto, che in quanto tale gode di quella necessaria serenità e assenza di condizionamenti.


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