E’ strana questa guerra, questa nostra guerra, che combattono gli altri. Mentre in Afghanistan sono iniziate da giorni le operazioni terrestri e gli Usa si preparano ad un lungo conflitto, mentre la Gran Bretagna guidata da un laburista è impegnata a fondo nelle operazioni militari, in Italia si discute, si disserta, si litiga, si opina. Il punto centrale della discussione è capire se e quanto questa guerra sia giusta. C’è chi sfila per la pace, perché di colpo grazie all’intervento anglo-americano, ha scoperto che c’è la guerra, come se in Afghanistan non si stesse combattendo già da anni, c’è chi protesta per le vittime innocenti sventolando con un triste paradosso la falce e martello, c’è una sinistra politicamente corretta senza odore, senza cuore, senza idee, che egemonizzata da residui storici cerca solo di rimanere a galla, senza sporcarsi, senza impegnarsi, perché sono buoni e vogliono bene a tutti e allora viva l’America ma che schifo la guerra, non si fa non sta bene. Poi ci sono gli anti occidentali, gli antiglobalizzazione che questo mondo lo vorrebbero cambiare perché fa schifo e bisogna lottare per abbattere la dittatura del capitale ed il regime dei padroni sfruttatori. Finiranno come chi li ha preceduti a fare i designer, gli ingegneri o magari i giornalisti o i comici in tv, o chissà cos’altro ancora.
D’altra parte gli anti, proprio loro, sono il miglior slogan possibile per questo “schifosissimo occidente”, dove anche in piena guerra chiunque può essere contro, avere le proprie idee, ed essere libero di manifestarle. Vale la pena, però, ricordare a chi lotta tanto per difendere i lavoratori occidentali dallo sfruttamento del capitale e dall’imperialismo yankee che senza i militari USA nel Golfo Persico forse oggi la benzina costerebbe più del doppio: e allora sai che gioia per i lavoratori. Dall’altra parte di colpo sono apparsi tanti piccoli americani che sulle orme della combattiva Oriana si sono letteralmente scatenati, vanno in giro a sputacchiare cantando l’inno americano, bevono solo bourbon e mangiano quintali di hamburger e se ti azzardi ad entrare in una trattoria per due bucatini, ti gridano che sei uno sporco collaborazionista filo telebano, e guai ad accenderti una sigaretta dopo il caffè: ti denunciano perché in California non si fuma neanche all’aria aperta e quello si che è un paese civile, anche se pare ci si ancora la pena di morte. Ma che importa guai a dissertare o ti allinei o sei un libanese oltranzista.
Questa guerra un giorno finirà, noi lo scopriremo dal telegiornale e saremo tutti più felici, perché è brutta questa guerra che combattono gli altri. Ma quando sarà finita divideremo con i vincitori da buoni amici perché anche noi ci siamo preoccupati tanto, abbiamo sofferto e pianto e abbiamo sfilato per la pace, anche se in cortei separati, e ci siamo rimasti tanto a male a guardare questa guerra in televisione e abbiamo litigato per capire se era giusta o sbagliata e lo avevamo anche quasi capito ma poi è finita ed allora abbiamo festeggiato perché anche noi l’abbiamo vinta questa guerra che stanno combattendo gli altri. Probabilmente sarà ancora un 8 settembre.
da l'Avanti del 30 ottobre 2001