La teoria di Dow e' il piu' antico e certamente il piu' conosciuto metodo per
l'identificazione delle principali tendenze del mercato azionario, escludendo
di poterne dare qui una descrizione estesa, cercheremo di riassumerne i
principi fondamentali.
Cosa si proponeva di fare Dow? La risposta e' semplice: individuare i
cambiamenti delle tendenze principali del mercato, ovvero cercare di
individuare il momento in cui la tendenza del mercato cambiava direzione per
trarne profitto. Tra le regole ce ne saranno alcune che potrebbero risultare un
po' troppo "azzardate", ma in realta' non lo sono. Bisogna tenere
presente che questa teoria rientra in quel filone scientifico che meglio viene
individuato come Analisi Tecnica, la quale dagli stessi analisti viene
identificata piu' come arte che come scienza.
Se ci fossero delle regole, che, applicate rigorosamente, dessero profitti per
tutti, non ci sarebbero piu' profitti.
Dow affermava che il cambiamento della tendenza del mercato continua finche'
non si ha la prova della sua inversione, e' un po' come ad un processo, dove
l'imputato viene reputato innocente fino a prova contraria.
Se un investitore, cominciando ad investire nel 1897, avesse acquistato azioni
comprese nel Dow Jones Industrial Average a ogni segnale di acquisto (BUY)
evidenziato dalla teoria e avesse liquidato la sua posizione a ogni segnale di
vendere (SELL) e avesse poi reinvestito il suo denaro al successivo segnale di
acquisto, un investimento originario di 44 dollari nel 1897 sarebbe ammontato a
51.268 dollari nel 1990. Se invece l'investitore fosse rimasto fermo con il suo
investimento di 44 dollari per tutto questo periodo, l'investimento sarebbe
cresciuto a 2.500 dollari.
In realta' bisogna precisare che il profitto reale applicando la Teoria di Dow
deve essere ritoccato delle commissioni di compra-vendita, ma il risultato
dell'investimento sarebbe stato comunque ben superiore a quello ottenuto con la
strategia "compra e tieni".
Altra considerazione doverosa e' quella di non credere sull'infallibilita' dei
segnali che la teoria fornisce, poiche' non tutte le operazioni generano
profitti e talvolta non esaudisce tutti i dubbi dell'investitore.
La teoria di Dow si e' evoluta, dai sei articoli di fondo pubblicati sul
Wall Street Journal
tra il 1900 e il 1902 da Dow, alla pubblicazione del libro
The Stock Market Barometer
nel 1921 di William Peter Hamilton, al 1932, quando Robert Rhea scrisse la
Dow Theory
.
La teoria assume che la maggioranza delle azioni segua per buona parte del
tempo la sottostante tendenza del mercato. Per misurare il mercato, Dow
costrui' due indici: il (Dow Jones) Industrial Average, una combinazione di 12
titoli guida, e il (Dow Jones) Rail Average, comprendente 12 titoli delle
ferrovie.
Oggi, non a caso, i titoli appartenenti all'indice
Dow Jones
sono classificati tra la old economy.
Dunque due indicatori, uno relativo al mercato dei produttori e l'altro
relativo al mercato dei mezzi di trasporto. Dove stava l'idea di fondo? Se una
economia e' in crescita lo e' perche' le industrie producono e vendono sempre
di piu' traendo profitti sempre maggiori, conquistano quote di mercato sempre
maggiori, ma per fare questo i beni prodotti devono essere trasportati.
Costruiti i due indicatori, per interpretare la teoria e' necessario disporre
di una sequenza dei prezzi giornalieri di chiusura delle due medie e il totale
delle transazioni giornaliere del New York Stock Exchange (NYSE).
I sei principi fondamentali della teoria sono i seguenti:
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Le medie-Indice (DJIA e DJTA) scontano tutto
: i cambiamenti nei prezzi di chiusura giornalieri riflettono le decisioni
aggregate e le emozioni, sia correnti sia potenziali, di tutti gli operatori
del mercato azionario.
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Il mercato ha tre tipi di movimento
:
Movimento Primario
: la piu' importante e' la tendenza primaria o principale, generalmente piu'
conosciuta come mercato toro (al rialzo) o mercato orso (al ribasso);
Reazioni secondarie
: il periodo durante il quale la tendenza generale indietreggia del 33-66%
rispetto alle variazioni fatte segnare dopo l'esaurimento della precedente
razione secondaria;
Movimenti minori
: importante solo perche' e' parte del movimento primario o secondario, ma non
ha valore previsionale per gli investitori a lungo termine.
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I movimenti laterali (linee)
: un movimento di prezzo durante il quale le variazioni non fanno registrare
scostamenti superiori al 5% dalla propria media.
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Le relazioni tra prezzo e volume costituiscono lo sfondo
: la situazione normale e' quella in cui il volume degli scambi si espande
durante la crescita e si contrae durante il declino. Il volume che non reagisce
a un aumento di prezzo o si espande durante un declino puo' rappresentare un
segnale che la tendenza in corso subira' presto un'inversione. Questa e' da
considerarsi come una regola di contorno.
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L'azione del prezzo determina la tendenza
: le indicazioni di rialzo sono date da successivi incrementi che superano i
precedenti punti di massimo mentre un minimo che si puo' presentare nel
frattempo e' meno incisivo di quello che l'ha preceduto. Al contrario,
indicazioni di discesa sono evidenziate da una serie di punti di massimo e di
minimo in declino.
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Le medie-indice devono confermarsi a vicenda
: uno dei principi piu' importanti della teoria di Dow e' che i due indici
devono essere sempre esaminati insieme, e cioe' che essi devono reciprocamente
confermarsi.