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luca perugini (12/11/2001)
Essere italiani e antioccidentali non si può. Vedetela pure come piace a voi, formatevi pure la vostra sacrosanta "opinione", a rischio però di non poter pretendere d'avere ragione. Quand'è che vi stancherete di vedere calpestato il vostro amor di patria e la vostra intelligenza politica? Non vi rendete conto che essere italiani non vuol dire soltanto avere ancora, a la faccia degli ipermercati, una discreta varietà di frutta di stagione dal fruttivendolo sotto casa? Essere italiani significa anche appartenere a un Paese, che si da il caso non è l'America ma neanche la Russia e neanche l'Afghanistan e, vi piaccia o meno non è neppure un Paese qualunque del globo, bensì uno soltanto. Agli amici "no global", a quelli che sono andati alla manifestazione romana, vorrei chiedere: cosa siete disposti a fare per difendere la vostra formazione? Cosa siete disposti a fare quando vi si dice che la sinistra non ha mai capito cos'è stata la seconda guerra mondiale; per la buona ragione che l'allora Unione Sovietica la chiamò "Grande Guerra Patriottica"? Sareste disposti magari a leggervi un libro evocato recentemente da Fausto Bertinotti a Porta a Porta parlando della soluzione al conflitto israelo-palestinese, un libro di Trotzkij: "Il profeta disarmato"? Si direbbe che non vi corra dietro proprio nessuno.
il postino 2 (12/11/2001)
non il postino originale ma visto che il vanni gli ha consigliato di cambiare nome in segno di solidarietà mi prendo lo stesso nome. A proposito caro maurizio ma chi te l'ha detto che il vanni è riuscito a farsi passare per un fine scrittore? a me sembra un poveraccio non per le cose che dice ma per quella sua stupida enfasi esaltazione idiota va qua va la sbandiera offende è peggio di un telebano. bella la poesia dell'afgano volevo ringraziare chi l'ha tradotta per averla messa a disposizione di tutti.
luca perugini (09/11/2001)
LA VITTORIA DI KABUL
"Le anatre selvagge nuotano e si baloccano sopra agli stagni. Delle graziose gazzelle pascolano felicemente sui prati.
Le acque sono argentee e i frutti pieni di succo. Queste scivolano nei ruscelli, quelli maturano negli angoli del giardino.
Questo arrivo ci è piacevole come un messaggio della benamata. E lo scivolare come il passo civettuolo dell'amante seducente le anime.
Questo arrivo da al cuore forza e nutrimento e lo scivolare allontana ogni polvere dal pensiero.
Quando la rugiada lacrima all'alba, di gocce argentee, il calice dei fiori s'infesta di diamanti.
All'ora che si desta il sorriso dell'alba, la pernice lancia piccoli gridi divertenti nelle montagne.
Quando cadono dalle alture le cascate, le grazie pure scendono dal cielo.
Con il rosso e il giallo dei loro frutti, la verde distesa dei giardini somiglia al cielo azzurro pieno d'astri.
Con la dolcezza dei loro frutti, i giardini ci presentano l'immagine del paradiso, lo stesso anche i campi, con la chiarezza delle acque che li bagnano.
Sotto l'esuberanza del fogliame e l'abbondanza dei frutti, i fianchi si curvano verso la terra, mentre la vite arrampicandosi lungo i graticolati, sale al cielo.
Delicati, i frutti fondono in bocca e non sopportano il morso come le labbra della benamata.
Il mento della benamata a meno delicatezza della pelle della cotogna e le sue gote impallidiscono alla luce della mela (...)
Le mele allietano e profumano i giardini; il gusto gradevole dei melograni eccita le papille (...)
Il mese è venuto dove gli alberi da frutta spianano per gli uomini il drappo dei loro presenti multicolori.
Il momento è venuto perché le foglie del giardino si trsformino in lingotti d'oro puro.
Quando viene l' autunno, lasciando la sua gonna di foglie morte indietro nel giardino, pianure e valli diventano un campo d'oro fino alle montagne.
In seno ai giardini, il dito del Creatore, varia le tinte del fogliame.
I rami e le foglie ammanteranno d'oro i giardini, mentre le acque semineranno lingotti d'argento sui prati.
Allorché si farà dalla caduta delle foglie l'accasata del giardino, il ramo dei pioppi ci apparirà come asta d'ambra. I ramoscelli abbandoneranno il loro abito di verdura per ornarsi di vesti dorate.
Grazie alle culture autunnali, le praterie stenderanno nuovamente un tappeto di velluto smeraldo per appagare gli alberi del giardino (...)
Gli alberi, che montano la guardia ai due lati della strada, sembrano aspettare per rendere gli onori a un personaggio importante.
Si direbbe che il vento della vittoria soffia da sud per portare la buona novella dell'arrivo del re.
Arriva il re afgano per la conquista della città di Kabul, portando nelle sue staffe la vittoria alla sua destra e la felicità a sinistra (...)
Come un'onda, l'armata afgana s'è portata contro il nemico per la pianura e la montagna.
Simile al leone, essa ha moltiplicato gli attacchi nella pianura; simile alla gazzella, essa ha percorso le montagne.
Quando l'armata afgana puntò verso le alture di Takhté Chaha, il Batcha-i-Saqquao ne scelse l'orlo (...)
Svanì come un sogno in oscurità, la rocca fu libera di insorgere e la pace rivenne in città (...)"
Questi versi appartengono al poeta afgano Abdullah Khan Ghani che con il suo poema riportò il premio del Circolo Letterario di Kabul. Il poema fu raccolto per esteso da un diplomatico francese, René Dollot, in un libro comparso in Francia nel 1937 con il titolo "L'Afghanistan". Abdullah Khan Ghani scriveva in persiano e il Dollot si servì dell'interprete dell'Ambasciata di Francia per la prima traduzione. La traduzione dal francese è mia.
Il Post-ino (07/11/2001)
Domanda: pensate che il presidente Bush stia dando la risposta giusta al pericolo del terrorismo?
Risposta: 46% SI, 46% NO.
Sondaggio CNN in USA, programma "Late Edition", 4 novembre, ore 19
Dalla prima pagina de "L'Unità" del 5 nov.
come dire..i sondaggi sono attendibili solo quando fanno comodo!
Lorenzo Pirrota (06/11/2001)
Resto convinto che se il Vanni non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Mi rendo conto delle difficoltà che comporta la presenza di una voce anomala ma mai il forum è stato così divertente. Anche io andrò alla manifestazione del 10 ed invito i lettori de IL LABORATORIO a partecipare, lo faccio naturalmente a titolo personale.
Il Vanni (05/11/2001)
Rinnovo il mio invito a partecipare alla manifestazione del 10 novembre. Che come da me auspicato su IL FOGLIO si va trasformando via via in da manifestazione di solidarietà in manifestazione interventista. Riporto qui di seguito la mia lettera al giornale dell'eccelso Ferrara, vero maestro di giornalismo.
Signor direttore - Sono deluso, cosa è questa storia della solidarietà agli americani, da lei non me lo aspettavo. L'ho sempre creduta uomo pugnace e concreto. Cosa se ne fanno gli americani della nostra solidarietà. Questa fuffa non è degna di lei. Vuole che ci mettiamo a fare i cretini di sinistra al contrario? Dopo l'inno della pace dei marciaioli frati minori e minorati laici da lei mi sarei aspettato l'unico gesto vero e conseguente, una virile manifestazione interventista. Il punto non è la solidarietà agli americani, credo non gliela negherebbe nemmeno l'Imam di Torino, ma il sostegno, che si dà con le armi e con la carne, a una guerra che gioca i destini del mondo nel quale ci riconosciamo. Non invoco giornate radiose, o forse sì, ma tutto il resto è fuffa.
Maurizio Polsinelli (03/11/2001)
Per il vanni!
Trovo molto meschino il suo atteggiamento, il quale sfruttando la libertà di espressione e d'anonimato del mezzo, si permette, riuscendo tra l'altro a farsi passare come un superbo pensatore (tanto da essere invitato a partecipare al "Laboratorio" con grandi articoli), di insultare a destra e a sinistra.
Non so, ma lo trovo un gran vigliacco. Se ti trovi in disaccordo con qualcuno, lo critichi e lo confuti e basta, senza per forza dirgliene di tutti i colori...
andrea lambiase (03/11/2001)
Noto con piacere che tale vanno continua a sfornare saggi di profondo gusto e di indubitabile verve giornalistica:un vero umanista, il nostro caro Pico della Mirandola: scuola Ferrara? Attendiamo tutti con trepidazione, noi redattori, il suo articolo: male che vada, lo potremo riciclare per un film con Bombolo...grazie di scrivere, tale vanni..non smettere mai! Del resto dice un proverbio yiddish:"Guardati dal somaro che ti sta davanti, dalla capra che ti sta dietro, e dai cretini da tutte le parti".
Con estrema simpatia e stima intellettuale...naturalmente!!
Il Post-ino (01/11/2001)
Emanuele Casola, di Cattolica Eraclea, provincia di Agrigento, da vent'anni a Ribera, parroco nella chiesa di San Francesco d'Assisi. Dal pulpito ha ammonito i suoi fedeli: "Affittate le case ai tunisini, oppure niente comunione..se negate la casa ai tunisini non rispettate il messaggio cristiano e dunque non siete più nella condizione di accogliere Gesù con la comunione". Spiega il parroco "In un momento oggi difficile per gli islamici e i terzomondisti, noi andiamo controcorrente perchè abbiamo fiducia nelle persone e proponiamo incontri e gesti di solidarietà che aprano le strade alla costruttiva e pacifica convivenza"
come dire.."piccoli" uomini al servizio dei grandi valori del nostro Occidente.
p.s. Chi di dovere stramaledica in eterno i postini all'antrace!! Solidarietà ai colleghi in carne e ossa statunitensi, soldati loro malgrado, in un fronte da incubo.
Il Vanni (28/10/2001)
Perdonatemi per l'assenza. Sono molto stupito(e lusingato) per l'invito che mi avete fatto. Cercherò di scrivere un articolo per la vostra rivista al più presto. Approfitto dell'occasione per farvi i complimenti per la nuova copertina, e per invitarvi tutti ad andare alla manifestazione del 10 novembre. Con il tricolore e la bandiera a stelle e strisce. Io purtroppo non credo di poterci andare, la capitale e troppo lontana dalla mia dimora attuale, ma non dispero.
Quanto a Bibi che vuole dialogare fatele sapere semplicemente che Bin Laden ed il suo compare Omar non sono d'accordo. Il Califfo Virtuale gli americani li vuole ammazzare, preferibilmente in blocco.
Per il post-ino
Gli xenofobi preesistono alla Fallaci ed a Bin Laden, e temo che gli sopravviveranno. A proposito bel nick del cazzo che ti sei scelto, in un periodo del genere, voglio sperare che non ci sia nessun riferimento alle lettere all'antrace, se sì sappi che sei una merda, ma proprio una merda. Hai scelto l'equivalente del nick che avrebbe scelto un nazista in un sito sull'olocausto: Cyclon-b, o gas. In caso contrario mi scuso, ma ti consiglio comunque di cambiare nome. E che l'antrace lo diffondano i neonazisti o i gli integralisti islamici poco cambia tu resteresti cmq uno stronzo.
IL Vanni.
luca perugini (27/10/2001)
"Non c'è nulla di più pericoloso per lo Stato di quelli che vogliono governare i Regni con le massime tratte dai libri...Si devono considerare soprattutto due cose a questo proposito. La prima è che le grandi menti sono più pericolose che utili nell'amministrazione degli affari: se non possiedono più piombo che argento vivo, non hanno alcun valore per lo Stato...Il secondo rilievo da fare a questo proposito è che non vi è nulla di più dannoso per uno Stato del dare grande autorità a certe persone che non hanno abbastanza discernimento da guidare se stessi e che penserebbero tuttavia di averne anche troppo per aver bisogno del discernimento altrui...La presunzione è uno dei più grandi vizi che un uomo possa avere nelle cariche pubbliche, e se l'umiltà non è richiesta in coloro che sono destinati alla guida degli Stati, la modestia è assolutamente necessaria"
Armand Jean du Plessis, Cardinale di Richelieu
Il Testamento Politico.
jason kay (27/10/2001)
prima di esprimere commenti sulla legittimità della guerra, delle operazioni mirate, o in qualunque altro modo si voglia chiamarla, INVITO TUTTI a visitare il sito di emergency e soprattutto la sezione dedicata alle news dall'afganistan, con articoli del dottor gino strada,di maso notarianni e di giulietto chiesa, e con le vignette di vauro. tutti scrivono (e disegnano) dall'afganistan, e quindi forse ne sanno un po' più di noi riguardo alla situazione delle vittime e dei feriti.
saluti,
jay kay
Il Post-ino (25/10/2001)
Istituto Professionale "Roncalli" di Vigevano. Due quattordicenni italiani hanno picchiato poco prima dell'entrata in classe, un loro compagno di scuola marocchino, etichettato come "l'amico di Bin Laden...il musulmano di m..." che farebbe meglio a tornarsene a casa propria. Il ragazzo, la cui famiglia è da anni in Italia, è stato ricoverato con escoriazioni all'arcata sopracciliare e un trauma cranico minore, guarirà in una decina di giorni. I suoi aggressori ora rischiano una denuncia per lesioni personali.
Come dire...quel marocchino, arabo di m..diventerà a breve un terrorista con l'obiettivo di islamizzare la nostra cultura ed i nostri costumi; venderà eroina ai nostri figli e urinerà sui marmi delle nostre chiese, meglio fargli capire in tempo che la nostra è una società con le "palle". Chi dobbiamo ringraziare per tanta solerzia?
andrea lambiase (23/10/2001)
"Capitolo primo...adorava New York, la idolatrava smisuaratamente..no, no, è meglio..la..la..mitizzava smisuratamente, ecco...per lui in qualunque stagione questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gerschwin..mmm..no,no..fammi cominciare da capo..capitolo primo..era troppo romantico riguardo a Manhattan, come lo era riguardo al resto..trovava vigore nel febbrile andirivieni della folla e del traffico..per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che apparivano rotti a qualunque navigazione..mmm..no,stantia!roba stantia, di gusto..mmm..no,no,insomma, impegnati un pò di più..da capo..capitolo primo..adorava New York, per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea, la stessa carenza di integrità individuale che porta tanta gente a cercare facili strade stava rapidamente trasformando la città dei suoi sogni in una..mm..non sarà troppo predicatorio? Insomma. guardiamoci in faccia, i! o questo libro lo devo vendere..capitolo primo..adorava New York anche se per lui era una metafora della decadenza della società contemporanea..come era difficile esistere in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica a tutto volume, televisione,crimine, immondizia!..troppo arrabbiato..non voglio essere arrabbiato..capitolo primo..era duro e romantico come la città che amava..dietro i suoi occhiali dalla montatura nera acquattata ma pronta al balzo la potenza sessuale di una tigre...no, aspetta, ci sono! New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata.."
(Woody Allen, monologo iniziale di "Manhattan")
Il Post-ino (23/10/2001)
IL CORANO ESAURITO
In molte librerie milanesi è esaurito il Corano, in tutte le edizioni, da quelle rilegate a le economiche, perfino i riassunti. Alcuni librai dichiarano che dalle due, tre copie al mese si è passati ad una richiesta di tre-cinque copie al giorno. Molti librai del centro città hanno ormai esaurito le scorte e non possono al momento soddisfare le richieste dei clienti.
L'Unità del 22 ottobre
Come per dire…le inattese conseguenze "piacevoli" di una guerra attesa e sgradevole.
leone (22/10/2001)
vediamo se riesco,la terza volta,a chiudere il sipario sulla mia risposta a bibi.quel che mi resta da dirti è che la parola pace è la più abbusata che esista.te la ricordi tu la data della fine della guerra del kossovo?io no, mi ricordo invece quella d'inizio:era la sera del 24 marzo 1999.e mi ricordo ancora che non sarebbe durata troppo.qualche mese diciamo.cioè la guerra è finita da un paio d'anni.la chiami pace tu quella che è seguita nel tempo?io no, direi che si tratta piuttosto di ordine.allora?allora diciamo che la pace richiede una fatica continua,e che bisogna sciacquarsi la bocca undici volte prima di pronunciarla.diversamente,a dio piacendo,è preferibile il silenzio.
leone (22/10/2001)
aggiungo due righe alla mia risposta per bibi.il buon gusto,come l'opera d'arte,non si giudica.un gabbiano resta sempre un bel pennuto anche nel momento del bisogno.certo che un cucciolo è un bel regalo però me ne devo occupare.i romani mangiano budella di agnellino da latte,i guatemaltechi,se non ricordo male,mangiano grilli fritti,gli indiani mangiano molto speziato,i francesi mangiano lumache,e i migliori chefs inventano sempre nuovi piatti:come saprai che non li digerisci prima di averli provati?
Claudio (21/10/2001)
20 ottobre '01
Shanghai – Cina e Russia hanno concordato oggi che anche le forze ribelli in Cecenia e Turkmenistan fanno parte del terrorismo globale. Per quanto riguarda le operazioni in Afghanistan Jiang Zemin e Vladimir Putin hanno concordato che gli obiettivi devono essere scelti con precisione, evitando vittime innocenti. Da parte sua G.Bush ha ammonito i paesi Apec a "non usare la guerra al terrorismo come pretesto per perseguitare le minoranze interne".
E' come cercare un ago in un pagliaio, si dice. Piuttosto come una partita a Shanghai, col bastoncino dalle punte nere sepolto sotto una catasta fitta di bastoncini colorati. Ogni volta che se ne tocca una, bisogna pagare pegno. Tocchi l'Arabia Saudita, e balenano pugnali nel palazzo reale. Tocchi la Cina, e addio Tibet e Taiwan e Uighuri. Tocchi la Russia, e addio Cecenia e Asia centrale e oleodotto alternativo. Tocchi la Turchia, e addio curdi. Tocchi il Pakistan, e addio proteste contro l'atomica le persecuzioni della Shari'a e le guerre tribali- se va bene: se no scateni la guerra civile e addio Pakistan. E così via, per altrettanti pegni quanti sono i focolai accesi del mondo. Improvvisamente, visto dall'alto il mondo del 2001 appare come un groviglio di bastoncini in bilico sopra il bunker insonorizzato di un miliardario saudita un po' zoppo e del suo genero orbo di un occhio. E' la figura di copertina del libro do storia del genere umano che ora bisogna riscrivere. Finora ci sembrava un bel rompicapo, lo chiamavano complessità. Il cielo ci protegga, e dia all'armata antiterrorista dita leggere di ragazza, che non urtino troppi bastoncini.
Piccola Posta di A.Sofri del 26 settembre 2001
jason kay (21/10/2001)
ora sono cominciate anche le azioni terrestri delle truppe anglo-americane, per continuare una guerra che ha davvero poco a che fare con la lotta al terrorismo. si può davvero credere di sconfiggere il terrorismo radendo al suolo delle città i cui abitanti già soffrono la fame da tempo? per chè allora non radiamo al suolo anche i paesi baschi, l'ulster, la sicilia, regioni che ospitano terroristi? ma forse il motivo è da ricercarsi altrove, magari nell'interesse americano alle reti petrolifere passanti per l'afghanistan, possedendo le quali si eviterebbero quelle passanti per la siria. non bisogna dimenticare il passato, per evitare di compiere di nuovo gli stessi errori: i talebani infatti furono aiutati e addestrati dagli usa per sconfiggere i sovietici e la stessa cosa la si sta ora facendo con l'alleanza del nord...possibile che non si pensi al rischio di creare dei nuovi talebani da combattere fra altri 12 anni? probabilmente chiameranno anche i nostri soldati a combattere in afghanistan, appellandosi all'articolo 5 dello statuto della nato, che prevede però un aiuto degli alleati in caso di attacco, non in caso di attentato terroristico. ora devono prendere bin laden, ma non accettano la proposta dei talebani di consegnarlo a un paese neutrale...allora non si vuole proprio evitare il conflitto armato? prendendo e magari giustiziando bin laden o anche il mullah omar, si corre il rischio di creare un martire, di creare un argomento in più per i terroristi per fare presa sui sentimenti della gente. i casi di antrace...non si è pensato che potrebbe essere una montatura per giustificare gli attacchi? scopriamo solo ora la situazione afghana, ma continuiamo a ignorare quella di altre decine di paesi, primo fra tutti l'iraq, primo fra tutti perchè alla situazione di estrema povertà e di assoluta carenza di risorse sanitarie contribuiscono in modo determinante gli occidentali, con un embargo che è una vergogna per un qualunque paese che possa dirsi civile.
queste considerazioni e queste domande difficilmente serviranno a far riflettere qualcuno che abbia qualche possibilità decisionale a riguardo, ma credo che comunque sia importante che ognuno manifesti la propria, opinione, perchè la parola è il mezzo di confronto più utile per il progresso e lo sviluppo culturale.
saluti,
jay kay
leone (20/10/2001)
una risposta a bibi (era il sopranome di Brigitte Bardot, l'animalista già attrice). vorrei tanto attirare la tua attenzione sul fatto che, come avverti tu, chiunque abbia pensato che la guerra sia necessaria per la pace ha qualcosa dei pazzi, ma qualcosa di preciso:l'ignoranza. Non si tratta infatti del tipico riflesso di fronte a chi non ragionando pretende tuttavia di avere ragione, a chi pur condividendo dei presupposti riesce a creare un evidenza che con il punto di partenza c'entrava poco, un evidenza fatta ad arte, un evidenza della quale non prendere atto sembra un errore. ma si tratta di un rilfesso atavico, che man mano sale dalle zone di dentro le più sepolte, dalla nostra cultura. a me la guerra necessaria per la pace fa pensare ad un uomo acciecato dai lumi della ragione! forse a un uomo che voleva capire se viene prima l'uovo o la gallina. ma non è in questo che c'è ignoranza...farsi delle domande è sempre segno di curiosità, fatto salvo il buon gusto naturalmente. e qui la domanda che dobbiamo porci è se la guerra serva a risolvere i problemi. la risposta è no, prima di tutto da un punto di vista militare. te lo vedi tu un militare che ti dice che deve ammazzare il nemico perché solo cosi ci si potrà convivere in pace? i militari, si sa, fanno la guerra non risolvono i problemi. però quando stanno lì lì per uccidere il nemico anche loro rischiano la vita. secondo te pensano che sia giusto? no, certo che no. mameli dice "siam pronti alla morte", non dice mica che tra i doveri del buon soldato c'è quello di morire. stabilito cosi che la guerra non è necessaria alla pace c'è un'altra cosa che deve essere chiara: che la guerra non è mai giusta, che proprio per questo però è da sadici arrabbiarsi con chi la fa, che di un soldato è sbagliato ridere.
Al Cazzar (20/10/2001)
Il 10 novembre in Piazza con la bandiera dell'ONU.
Per i più cattivelli: bandiera della NATO.
Per i fascis...alleati nazionali: vedete un pò Voi.
Per quelli veramente incazzati: pupazzo di bin Laden da dare alle fiamme.
A. Carruso (20/10/2001)
dialogo, dialogo ed ancor dialogo solo questa è l'arma che abbiamo che dobbiamo usare, nessuna guerra può ottenere quello che si conquista attrverso il confronto.
bibi (19/10/2001)
che di pazzi fosse pieno il mondo non c'era dubbio m arrivre pensre che per la pace sia necessri la guerra è una follia
Antonio.A (14/10/2001)
ho letto con interesse l'articolo di C. Orlandi e sono rimasto colpito dal senso di responsabilità e di logicità su cui è fondato. L'autore è sinceramente contrario all'intervento ma pur soffrendone è disposto ad accettarlo perchè comprende come sia inevitbile non farlo. Personalmente ho idee diverse, ma rispetto e sono colpito dallo sforzo di chi pur essendo contrario accetta realisticamente la situazione e con dolore anche le sue conseguenze.Ritengo che un'atteggiamento del genere sia costruttivo, capace di eliminare alla radice inutili polemiche. Ma ripeto ho idee diverse. Non ritengo questa guerra sporca, almeno non più di molte altre, quest'intervento, rispondendo al nostro amico franti, non so se giusto o sbagliato era però assolutamente inevitabile non c'era più alternativa.
Non solo, questo intervento, se non rimarrà isolato, sarà decisivo per il raggiungimento dell'equilibrio e quindi della pace in medio oriente. So che non apparirò simpatico ma ritengo che per la Pace può rivelarsi molto più utile l'intervento militare, ripeto se non rimarra isolato, di un miliardo di marce di pacifisti.
Va subito precisato che l'intervento militare e quindi la morte di uomini innocenti è diventato inevitabile soprattutto in virtù di errori macroscopici delle diplomazie occidentali e degli USA in particolare. Questa guerra è solo, infatti, un momento di un conflitto che ha preso forma negli ultimi 20 anni, diventanto sempre più evidente a cavallo del crollo del muro di berlino. Soprattutto da allora gli USA hanno commesso una serie di errori riconducibili tutti ad uno: hanno dimenticato di aver vinto la guerra fredda o meglio hanno voluto dimenticare le responsbiità che questo comportava. Hanno così abbandonato lasciandole senza controllo molte zone nevralgiche del globo il mediooriente prima di tutto dove hanno limitato i loro sforzi al minimo indispensbile. Gli Usa accusati sempre di imperialismo e di intervenire troppo in giro per il mondo hanno fatto esattamente l'opposto sono intervenuti poco e soprattutto sono intervenuti male. Non è più possibile pensare, infatti, che l'intervento possa essere solo diplomatico, militare e sporadico come è stato fino ad ora. Emblamatico ciò che successe in Iraq dove dopo l'intervento si pensò solo a tutelare gli interessi economici occidentali e ad anestitizzare il nemico con accorgimenti militari. Non si può più andare avanti così!! Questo intervento dovrà essere l'inizio di uno più profondo: economico e culturale. Bisognerà lottare per l'emancipazione di milioni di uomini costretti a rimanere indietro nel tempo sotto il giogo dell'assolutismo o meglio del totalitarismo religioso.
Libertà Fratellanza uguaglianza democrazia libero arbitrio sola fide e sola scriptura questi devono essere i principi che l'occidente deve saper esportare e con loro anche il mercato, i cinema, i libri, internet, i jeans, il benessere economico che deve essere esteso il più possibile. E' arrivato il momento di affrontare seriamente un processo di ridistribuzione delle risorse non possiamo pensare solo agli interessi occidentali, o meglio dobbiamo capire che il nostro interesse coincide con una più ragionevole distribuzione delle risorse.Questo intervento è inevitabile perchè non possiamo pensare di convivere con chi costringe le donne sotto il chador con chi non accetta principi come la libertà religiosa l'uguaglianza e la democrazia non possiamo permettere che milioni di uomini siano tagliati fuori dl presente senza televisione radio computer senza niente costretti a sopravvivvere fuori dal tempo dobbiamo globalizzarci e lo faremo secondo principi come quelli di libertà, fratellanza, e democrazia cancellando come già abbiamo fatto in europa l'intolleranza, il fondamentalismo religioso, ed il totlitarismo politico che in europa ha avuto molte forme nel novecento in particolare: fascismo Nazismo e Comunismo non a caso tutti e tre abbattuti grazie all'intervento americano.
P.S visto i malesseri e le capriole della sinistra italiana divisa su tutto anche e soprttutto su se stessa credo vlga la pena di ricordre quanto detto da Giuliano Amato che ha ricordato, con più intelligenza di quanto la sinistra di oggi si possa permettere, che i socialisti combatterono con le armi contro il regime di Franco, certo lui può ricordarlo, perchè poi i socialisti combatterono anche contro nazismo e comunismo per altri e più comodo ed utile avere meno memoria e riscoprirsi pacifisti 60 anni.
franti (13/10/2001)
si continua a discutere e a scontrarsi su quanto sia giusto o sbagliato l'intervento militare, sinceramente penso che sia un'inutile perdita di tempo. Il problema non è decidere se è giusto o meno ma capire se era evitabile, si poteva fare a meno di intervenire militarmente? di usare la forza e provocare la morte di persone innocenti?
Questo è il vero problema da affrontare senza mettersi a fare i pacifisti di comodo qualunquisti ad oltranza fastidiosi e superficiali. D'altra parte queste prese di posizione d'orgoglio filo statunitensi mi sembrano decisamente ridicole le viscere le budella gli sputi viva l'america quanto suono buoni che ci hanno liberato dai tedeschi cazzate lo hanno fatto perchè dovevano farlo e sinceramente l'avrebbero dovuto fare prima perchè anche allora come oggi gli USA si sono mossi in ritardo.
Tutto sto filo americanismo sbandierato è vecchio sa di muffa come l'atteggiamento critico anti americano di molti intellettuali da quartieri alti che più sono ricchi più sono critici più vivono in alto più sono buoni e comprensivi e si divertono ancora a fare i comunisti perchè ci fanno non ci sono. Siete vecchi puzzate di muffa sia chi scopre l'orgoglio americano sia chi combatte contro l'imperialismo yankee siete da film anni 70 che cazzo di senso ha schierarsi se stiamo tutti dalla stessa parte?
solocielo (11/10/2001)
inmezzo a quer lago un mistero cè sta....cè so' le barche dell'antica civirtaaaaaa'
Vanni (10/10/2001)
a te non ti sputo
Vanni (10/10/2001)
"canoscenza" non conoscenza. In ogni caso mi scappello. Il più bel canto fra i canti. Bravo, bravissimo. Peccato tu non riesca a capire quello che volevo dire, ma non fa nulla è certamente colpa mia.
San Francesco (09/10/2001)
La natura è una grande maestra, Oriana, e bisogna ogni tanto tornarci a prendere lezione. Tornaci anche tu. Chiusa nella scatola di un appartamento dentro la scatola di un grattacielo, con dinanzi altri grattacieli pieni di gente inscatolata, finirai per sentirti sola davvero; sentirai la tua esistenza come un accidente e non come parte di un tutto molto, molto più grande di tutte le torri che hai davanti e di quelle che non ci sono più. Guarda un filo d'erba e sentiti come lui. Ti passerà la rabbia. Ti saluto Oriana e ti auguro di tutto cuore di trovare pace. Perchè se quella non è dentro di noi non sarà mai da nessuna parte.
Tiziano Terzani
Viàtores (09/10/2001)
De Sputo
Chiarissimi,
siffatte facezie soverchiano il favellare libero e sciolto a cui dovremmo tutti sine mora interponere appellarci, ante omnia in quanto progenie dell'etica degli alterni sermoni, dicasi etiam del dialogo, madre 'si snaturata da partorir null'altro che scellerata prole.
E in cotanta procella, non si veggono che spirti tumorosi che solo all'aer grasso sembrano intenti.
Vocare ad causam la libertade de orationis, indegne gesta non exusat.
Da coloro che tanto bruciano nell'ardore di siffatta cultura non avrebbero d'accompagnarsi tali barbare espressioni rendendosi ingraditi ospiti de la libertade de lo pensiero che 'si alacremente difendono.
Tal Vanni ladro,domine latro, degno prosecutor dello dannato omonimo suo, parimenti fura, lo senior le d'altrui cose, lo junior la d'altrui humanitatem, contemptis corservant parva sed adapta humanitatis.
Tal'era la sententia de lo sommo poeta:
"Vita bestial mi piacque e non umana.
sì come a mul ch'i' fui; son Vanni Fucci
bestia, e Pistoia mi fu degna tana".
Ubi la civitade di Pistoia lo culto dell'Occidente imaginem exprimit.
"O frati che per cento milia
perigli siete giunti all'occidente,
a questa tanto picciola vigilia
d'i' nostri sensi ch'è del rimanente
non vogliate negar l'esperienza,
di retro al sol, del mondo senza gente.
Considerate vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtude e conoscenza".
Giuseppe (08/10/2001)
finalmente, era ora. Speriamo che gli americani non si siano dimenticati come si fa una guerra.
La Redazione (06/10/2001)
Continuano ad arrivare diversi interventi di cui non si autorizza la pubblicazione, ci dispiace molto perchè alcuni riteniamo meriterebbero di essere pubblicati e ci auguriamo sia il frutto di una dimenticanza al momento dell'invio. Da parte nostra, per facilitare le cose preimposteremo nel forum, alla domanda se si autorizza la pubblicazione la risposta "si".
Carlo (06/10/2001)
per Aureliano sei sicuro che uno sia un aggettivo? io ho sempre pensato che fosse un articolo. ma sono pronto a ricredermi. Senza ironia
altri dubbi ortografici
perchè aureliano dici che non si elide? non si usa l'apostrofo ma si elide lo stesso mica scrivi uno equivoco. Volendo fare i pignoli si potreppe parlare di apocope, ma correntemente si usa anche elisione, in modo scorretto è vero perchè l'elisione prevede l'apostrofo e la creazione di una parola non autonoma e si ha solo davanti a vocale, mentre è vero che "un" si ha anche dinnanzi a consonante : un gladiatore.
Credo tu abbia ragione l'articolo indeterminativo maschile non si elide. però per quanto derivi da un numerale latino nell'uso che ne fate tu e lo scrittore russo è un articolo indeterminativo. non ncheuno non possa essere anche un aggettivo ma nel vostyro caso non lo è. Almeno credo
Grazie mi hai fatto ripassare un pò di storia della lingua.
talevanni (06/10/2001)
Caro Lorenzo, appena avrò un pò di tempo mi impegno e scriverti direttamente, ma dato che vedo che si può far conoscere la propria e-mail ecco la mia:
talevanni@hotmail.com
Cmq tivolevo ringrtaziare per il tuo intervento avevo cominciato a sentirmi un po' solo.
Detto fra di noi viva La Fallaci, avete letto il melenzo intervento riparatore della Maraini? A me non è piaciuto.
La Redazione (06/10/2001)
Caro Vanni, pur considerando i tuoi interventi un pò sopra le righe, crediamo che potresti dare un interessante contributo allo sviluppo de Il Laboratorio. Ti invitiamo pertanto ad inviarci un articolo (o più di uno se lo ritieni opportuno) che possa essere un ulteriore spunto alla discussione. Augurandoci di non essere ricoperti da sputacchiate attendiamo una tua risposta. Cordialmente la Redazione.
Valentina (06/10/2001)
Sono d’accordo con l'intervento di Vanni e se il tuo terzomondismo d'accatto ti fa sentire più vicino al Cairo degli anni '40, sappi che la maggior parte degli esseri viventi che vivono in questa parte dell'emisfero considera l'esperienza del meltin' pot newyorkese qualcosa di straordinario.
In ogni caso considero vergognosa la reazione di molti uomini di potere e non di fronte alla tragedia americana e non comprendo come di fronte a una cosa così grave si possa inneggiare alla solidarietà con certi esponenti del mondo arabo, e non per una questione di razzismo nei loro confronti, ma per una questione di solidarietà per un popolo che ha subito un tale attacco.
Valentina ci ha inviato questo intervento il 4 ottobre ma non aveva autorizzato la pubblicazione (La Redazione):
Lorenzo Pirrotta (05/10/2001)
Tale Vanni, mi piacerebbe mettermi in contatto con te, sono uno dei redattori de Il Laboratorio se vuoi puoi scrivermi la mia mail è lopirrot@tin.it
Lorenzo Pirrotta (04/10/2001)
Ho letto il forum della rivista dopo l'attacco all'America. E sono fra quelli che si sono commossi leggendo l'intervento della Fallaci sul Corriere e quando ho visto che un lettore della rivista l'ha voluto subito discutere ne sono stato contento. Il "Vanni" sarà stato un pò duro ma non trovo carino linciarlo in questo modo. E poi non si può dare del dannunziano ad ogni persona che esprime le proprie idee con un pò di veemenza e non scrive come un Gramsci in sedicesimo. Cerchiamo di essere un pò più tolleranti anche noi.
Charlie Brown (04/10/2001)
Scusatemi, passavo di qua, avrei voluto scrivere qualcosa ma... non ho capito un cazzo di quello che dite e ho beccato anche uno sputo in faccia. Che gente!
Spiderman (04/10/2001)
E adesso dove si arrampicherà l'Uomo Ragno?
E' incredibile...credevo che di fronte a tanta barbaria almeno si potesse trovare un punto di contatto. Io l'ho ritrovato nel valore della vita umana. Troppo banale? non lo so, è così che la provo, non la penso, perchè i pensieri non li ho ancora raccolti tutti dall'11 settembre, ed è per questo che non ho scritto nulla, leggevo. Di cosa dovrei scrivere? (nel frattempo arrivano notizie, spero false, di altri dirottamenti...)
Si è già detto tutto e in diretta!
Vedo ancora persone che sono fusibili impazziti della TV, una serie di automi che credono che una volta spenta si possa riavvolgere il nastro e riconsegnare la videocassetta consigliandola solo agli amici più stretti perchè si tratta di una chicca.
Poi vedo Sciuscià e l'Intifada ed il quadro è completo, mi manca di vedere la reazione degli USA, allora il quadro sarà completo e potrò dire la mia, seduto ad un bar o meglio, su internet, perchè non voglio essere globalizzato.
Sapete quanto costa da un droghiere un corpo umano? (per fortuna la maggior parte è acqua)... 10 anni fa: 15 mila lire, oggi un po' di più, c'e' l'inflazione.
Caspita! ma una bambola gonfiabile costa di più!!! Meno male che nelle torri non ce n'erano.
Ecco, a te che non hai ancora riflettuto su questo chiedo: "Per qualcuno non vali niente; come puoi dar valore alle tue idee? e soprattutto che cos'è per te il valore...di una vita umana?".
Se vuoi possiamo parlare di quello che vuoi, litigare, urlare, sputarci anche addosso, ma non essere complici di questo enorme Truman Show.
Se qualcuno mi dice:"Finalmente gli americani sanno cosa significa avere la guerra in casa...","Ora ai talebani li cancellano...", io non rido, non chiacchiero, non sputo, non leggo Marx... io piango di rabbia.
Di rabbia perchè non riesco a capire come si possa approfittare delle classi povere palestinesi per trovare un kamikaze, non crederai che ci troverai tra quei ragazzi un figlio di un ricco? Come si fa a farsi prendere così per il culo da chi ne fa una questione religiosa? Nella zona in cui il fantastico Bin Laden condurrà la sua Guerra Santa sono presenti i 2/3 delle riserve petrolifere mondiali...le società finanziarie collegate ai terroristi hanno, per ogni contratto speculativo sulle compagnie aeree di 5 milioni di lire, incassato 1 milione di dollari...(i contratti erano 5.000).
...perchè la bandiera americana è simbolo di libertà? tutti la indossano, sventolano, issano ecc. Io sono libero di sventolare quella italiana? o quella della Pace? o quella delle patatine San Carlo? o quella con la mia faccia! SI, PERCHE' ESISTO ANCHE IO!!!, e se si, perchè tutti mi guarderebbero come un pazzo e non come un uomo libero? Un uomo libero con il rispetto degli altri, dei loro sogni e delle loro idee.
Qualcuno raccoglierà i nostri resti (se ce ne saranno) e sarà davvero perplesso...
Saluti dal vostro Spiderman.
andrea lambiase (04/10/2001)
CARO TALEVANNI (O TALEVANNO..MI SEMBRA PIU APPROPRIATO)...TI RINGRAZIAMO SENTITAMENTE (ORRIBILE PAROLA...DA TRAVET DELL'OTTOCENTO) PER LA TUA LEZIONCINA SULLA TOLLERANZA UNIVERSALE, IL BON TON E L'ORA DELLA PSICANALISI..FRANCAMENTE TUTTI AVVERTIVANO IL BISOGNO DI SENTIRSI RICORDARE CHE DUE TORRI ERETTE CONTRO IL CIELO (PENSA...ERETTE CONTRO IL CIELO, E NON COSTRUITE VERSO IL BASSO..INCREDIBILE)RIMANDANO ALLA FALLICITA...ALL'EMPIA VOLONTA DI BIBLICA MEMORIA DELLA PENETRAZIONE DEL CIELO..DEL COITO DIVINO..E CHE FINE E ARGUTO PSICANALISTA, E RIBELLE DANNUNZIANO, QUANDO RICORDI A TUTTI IL TUO AMORE VERSO L'EMPIO..CHE SECONDO ME, AL CONTRARIO, E IRREFRENABILE PULSIONE VERSO IL VUOTO.
TI RINGRAZIAMO SENTITAMENTE ANCHE PER AVERCI RICORDATO CHE NY E UNA CITTA MULTIETNICA..IO PARTICOLARMENTE, PUR ANDANDO A NY PER VARIE RAGIONI ALMENO DUE VOLTE ALL'ANNO, CREDEVO CHE IL SIMBOLO URBANO E CULTURALE DELLA MULTIETNICITA FOSSE CITTA DEL CAPO NEGLI ANNI SETTANTA, O MONACO E SOBBORGHI A META DEI QUARANTA..PENSA UN PO IN QUALI ERRORI SI INCORRE A STAR SEMPRE DIETRO A PRATICHE E DENUNCE, TALEVANNO...
SOPRATTUTTO TI RINGRAZIO PER LA TUA PROFESSIONE DI FEDE ANTIRAZZISTA, CHE MI RICORDA TANTO QUEI TIZI CHE LASCIANDO I CANI SULL'AUTOSTRADA, SI GIUSTIFICANO DICENDO:"MA IN REALTA AMO GLI ANIMALI..GUARDA!HO LA TESSERA DEL WWF CHE LO TESTIMONIA", MAGARI RICORDANDOCI CHE RAZZISTA NON SEI, PERCHE MANGI CUSCUS..IN EFFETTI ANCHE IO OGNI VOLTA CHE MANGIO QUALCOSA, NE CHIEDO LA PROVENIENZA COSI SO PER CERTO A QUALE POPOLO MI DEVO SENTIRE VICINO IN QUEL MOMENTO..L'ALTRO GIORNO HO FATTO AMMENDA PERCHE MANGIAVO UN ANANAS PORTORICANO, MA PER UNA CATTIVA INFORMAZIONE CHE MI HANNO DATO, MI SENTIVO VICINO AGLI HONDUREGNI...LA CONFUSIONE GEOGRAFICA DELLA SOLIDARIETA, TALEVANNO..PROPRIO NON LA SOPPORTO! ALCUNI LA CHIAMANO SOLIDARIETA DA TURISTA GIAPPONESE..MA IO NATURALMENTE FACCIO FINTA DI NULLA E NON LI ASCOLTO.
INOLTRE LA MIA INTENZIONE NON E QUELLA DI DIFENDERE LE POSIZIONI DI ORLANDI, CHE PERALTRO E UN NOSTRO COLLABORATORE, MOLTO VALIDO..E NON PER CASO O VOLONTA DIVINA (FALLICA O PUBICA...DECIDI FREUDIANAMENTE TU), DAL QUALE ANZI MI DIVIDE UN ABISSO CONCETTUALE PER QUANTO RIGUARDA LA POSIZIONE DA ASSUMERE DI FRONTE AL CONFLITTO, MA QUELLA DI RIVENDICARE LA LIBERTA DI TUTTI (COMPRESO TE, NATURALMENTE, CHE VAI SPROLOQUIANDO DA GIORNI) DI ESPRIMERE LE PROPRIE OPINIONI SENZA LA FASTIDIOSA PRESENZA DI UN CALPESTATORE DI PROFESSIONE, CHE PUR DI DIFENDERE UNA POSIZIONE ASSUNTA, SOFFOCA GLI ALTRI IN UN MARE DI BANALITA E LETTURE ALL'INGROSSO.
SPERO BENE DI POTER LEGGERE IN FUTURO UN TUO INTERVENTO CENTRATO SUL PROBLEMA, ANCHE PERCHE MI AUGURO DAVVERO CHE LA MIA SIA L'ULTIMA POLEMICHETTA STERILE SULL'ARGOMENTO.PER DI PIU QUESTO STUPIDO E UMILIANTE GIOCHINO VERBALE, MI SPINGE VERSO POSIZIONI CHE NON SONO LE MIE, VISTO CHE PARADOSSALMENTE SULLA QUESTIONE IN DISCUSSIONE, CARO VANNI, IO E TE ANDREMMO SICURAMENTE PIU D'ACCORDO DI QUANTO NON SUCCEDE CON CLAUDIO...POSTO CHE PER UN DANNUNZIANO L'ACCORDO E UN CONCETTO PUTRIDO E STAGNANTE, DA VIVIFICARE AL PIU PRESTO CON L'IMPETO DELLA LOTTA. PERO QUANDO LA RABBIA, L'ANSIA DI DIFENDERE LA PROPRIA POSIZIONE PRENDE IL SOPRAVVENTO SULLA INTELLIGENZA E SUL BUON GUSTO, ALLORA SUBENTRA FORSE LA NECESSITA DI CERCARE LE CONSEGUENZE DI QUANTO SUCCESSO PRIMA IN NOI, E POI NEGLI ALTRI. SE TU PUNTI IL DITO ACCUSATORE VERSO QUALCUNO CHE A SUA VOLTA LO PUNTA SU DI TE, CHE ALTRO RISULTATO OTTIENI SE NON SEMBRARE, TU E L'ALTRO, DUE RIDICOLE STATUINE?NON VOGLIO FARE SERMONI NE LEZIONCINE TRITE DI MORALITA....PERO, QUELLO STESSO TUO BON TON TURBATO DALLO SPUTO DI CLAUDIO PER TERRA, ESIGEREBBE FORSE ANCHE CHE TU EVITASSI PUNTUALMENTE DI SPUTARE QUA DENTRO..PRIMO, PERCHE LE MACCHIE DEL TUO SPUTO IMPEDISCONO AGLI ALTRI DI LEGGERE CHIARAMENTE COSA VUOI DIRE SULLA QUESTIONE...EPPOI, ANCHE PERCHE, COME VEDI, CI TOCCA PULIRE ASSAI PIU SPESSO DI QUANTO VORREMMO!!!!!
Il sedicente Vanni (03/10/2001)
Caro Ansrea Lambiase,
Io scriverò come un dannunziano represso ma tu hai lo stile di un cancelliere di procura di provincia. Anzi mi correggo quello di un appuntato dei carabuieri. In secondo luogo vorrei chiarire alcune cose, io non ho nulla contro l'Islam o contro i paesi Arabi, ho letto il Corano ho amici mussulmani ed adoro il Cous Cous (non mi ricordo la giusta ortografia spero che mi perdoniate). Non considero razzista il mio intervento,non condivido tutto quello che ha scritto La Fallaci, che non è una scrittrice da ombrelloni e soprattutto non è mai stata una spia dell'Ovra ma una staffetta della resistenza. In un periodo non molto lontano della mia vita mi sono occupato del problema del razzismo nelle scuole e sai quale era la premessa a qualunque ragionamento razzista: non sono razzista però. Io adoro le contaminazioni è o sempre visto in NY la più bella torre di Babele del mondo. Evidentemente non ero il solo e qualcuno ha pensato bene di distruggerla. Io amo Babele e la fallicità di tutte le torri del mondo, gli americani sembrano presi da una foja irresistibile verso il cielo. Sì credo che vogliano penetrare il cielo. Gesto terribilmente empio. Io adoro gli empi e quindi anche gli americani. Il buon Freud da tempo ci ha spiegato cosa è l'invidia del pene, bene io credo che parte del mondo Islamico sia vittima di questa invidia ed abbia conseguentemente scelto per la castrazione.
Ti scrivevo prima dell'inevitabile premessa non sono razzista però, ebbene molti intellettuali Italiani, ed anche molti Italiani semplicemente,dicono di essere dispiaciuti per le vittime di NY però. Bene io credo che alcune volte nella vita e nella storia sia necessario saper distinguere gli amici dai nemici e di conseguenza sia necessario rinunciare ai però. I bambini Irakeni soffrono per colpa della guida della loro nazione, esattamente come le vittime di Dresda soffrirono per colpa di un miserabile caporale austriaco. Io amo la mia civiltà e la mia libertà e vorrei che il mio popolo fosse disposto a difenderla come lo è quallo delle torri gemelle.
Quanto agli sputi dell'Orlandi, che ho scoperto navigando sul vostro sito essere un vostro redattore, gli vorrei dire che se proprio deve sputare in modo innocente lo facesse nel suo bagno dato che farlo per terra non è una buona abitutdine. A lui libertà di ergersi a difensore della tolleranza ed a censore della Fallaci, tramite Pitigrilli o chi gli pare, a me quella di sputargli in faccia. Grazie agli americani viviamo in un paese libero.
andrea lambiase (02/10/2001)
trovo fastidioso questo ciarlare e citare a piene mani...trovo fastidioso l'attacco che tal Vanni compie, con stile da dannunziano represso, contro Orlandi, reo semplicemente di aver esposto le proprie idee sul conflitto in corso...o reo forse di averle esposte in maniera assai piu incisiva e coerente di tal Vanni.
Detto vanni dovrebbe per esempio sapere che la detta Fallaci non è meno da ombrellone di Pitigrilli..o meglio non lo sono entrambi..che forse le letture da ombrellone rendono l'estate migliore rispetto alle sbronze da spiaggia...che l'ombrellone rappresenta la metafora immediata, vacanziera e rassicurante, che piu si avvicina a quella dello scudo stellare degli americani..con la differenza, che, dato come si profilano le guerre attuali, lo scudo stellare è meno utile di un ombrellone a Gennaio.
Detto vanni dovrebbe sapere che lo sputo è il gesto tipico dei lama andini..e non sapendo esattamente ancora da che parte questi (i paesi, non i lama) si schiereranno nel conflitto, è politicamente prudente non creare attriti con gli stessi..Powell ha confermato che sono momenti delicati, nei quali anche lo sputo di un lama può determinare il precipitare degli eventi..dunque..attenzione, o la Delta Force dovrà intervenire anche li (contro lama e paesi). D'altro canto lo stesso Berlusconi, specialista di lingua riconosciuto in tutti i Dipartimenti della Casa Bianca, ha dichiarato che allo sputo dei lama islamici contrapporrà la sua formidabile leccata terra-aria, e dunque siamo al sicuro....ma non si sa mai, detto Vanni, meglio non provocare tensioni..
Tutto questo, in definitiva, caro tal Vanni, per dire che la ragione e il torto non pendono dalla parte di chi si appoggia alla bilancia con tutte e due le mani...ma generalmente dalla parte di chi mette più idee nel piatto....e questo vale per talVanni, e per la situazione internazionale tutta, lama compresi
Claudio Orlandi (02/10/2001)
Mi dispiace deluderti caro Vanni (come mi ripugna abbassare il livelo della discussione del forum ad uno sterile diverbio), ma non avevo e non ho alcuna intenzione di riportarti sulla giusta via, nè di rispondere alle tue fastidiose provocazioni (figurati che a me il mare ha sempre fatto schifo..). So bene cosa volesse intendere la Fallaci, so anche, purtroppo, come il suo legittimo sfogo di rabbia abbia scatenato un'ondata di razzisti repressi. Gente comune, che ora ha modo, "con un sommo senso di lberazione" di sputare addosso. (si legga il forum aperto dal Corriere in merito all'articolo in questione)
Mi indigna come uomo veder inneggiare al dolore di migliaia di famiglie distrutte, come mi indigna veder offesa l'umanità di "uomini, donne, bambini", che da anni vivono nel terrore e nell'educazione all'odio, incolpevoli di una realtà in balia di estremismi contrapposti.
Non intendo fare confusione, ma esigo concentrazione, attenzione, volontà di comprensione, rispetto! e sputare non mi sembra un buon modo di procedere, per questa nostra civiltà tanto civile.
Mi duole ripetermi, ma lo faccio con piacere: io quando ho voglia di sputare, sputo per terra.
Il Vanni (01/10/2001)
Caro Orlandi come sei buono, e chi mi citi per redarguirmi e riportarmi nella giusta via? Niente meno che una spia fascista. Non c'è che dire hai del surreale. Volevo risponderti anche io con una citazione che potesse appagare la tua sete di libri da ombrellone. Ma non ho voglia e ho deciso di astenermi da citazioni che probabilmente non comprenderesti. E sai che faccio ti sputo, sputo pure te.
P.S. La Fallaci, non inveisce contro persone che deve servire, e neanche vuole rifarsi per umiliazioni subite da superiori su persone che considera inferiori. Ma sputa contro gli intellettuali italiani con la pancia e le tasche ricolme, che godono tutti i vantaggi di una società aperta e inneggiano al dolore della società più aperta del mondo. Ti prego comunque di non fare confusione io invece ti sputo proprio a te, ti sputo e basta.
Claudio Orlandi (30/09/2001)
Tutte le sere, appena il cameriere era libero, conduceva Tito in giro per Parigi. "E' andando in giro per la città che si trovano gli impieghi" diceva il cameriere " non certo rivolgendosi ai mediatori e alle agenzie. Se vuoi fare il cameriere con me, ti trovo un posto. Non è un mestiere difficile. Basta essere gentili col cliente. Quando sei in cucina puoi sputare nel piatto: ma il piatto va presentato con un premuroso sorriso e un elastico inchino. Ogni lavoratore ha bisogno, ogni tanto, di provare a se stesso di non essere un servo o, per lo meno, di avere una qualunque superiorità sulla persona servita. L'ultimo impiegato di concetto d'un ufficio, soverchiato da una gerarchia lunghissima, si sfoga sul primo impiegato d'ordine; il più miserabile degli usceri, per avere la sensazionedi non essere il più umile degli umili, maltratta il fattorino. La vita è tutta una scala di vigliaccherie; abbiamo bisogno di pensare che c'è ancora qualcuno sotto di noi, più deboli di noi. Il cameriere sputa nel piatto del cliente per illudersi di umiliare chi umilia lui dandogli del tu e lasciandogli la mancia.
Vuoi venire con me? Io in pochi giorni ti insegno a tenere otto piatti colmi con la sinistra e dodici con la destra, e ti metto in grado di ripetere, pensando ad altro, il nome di venticinque vivande diverse."
Tito rispose:
"No, grazie. Quando ho voglia di sputare, sputo per terra."
Pitigrilli "Cocaina"
Luigi Vanni (29/09/2001)
Ho finalmente trovato qualcosa che rappresenta il mio stomaco e le mie viscere quando sento parlare alcuni intellettuali e gruppettari italiani. Mi piacerebbe che lo metteste nel forum. Io non avrei mai osato tanto ma mi associo alla Fallaci, raccolgo la saliva nella mia bocca e con un sommo senso di liberazione sputo anche io.
Questo scrive oggi sul corriere Oriana Fallaci:
Mi chiedi di parlare,stavolta.Mi chiedi di rompere
almeno stavolta il silenzio che ho scelto,che da
anni mi impongo per non mischiarmi alle cicale.
E lo faccio.Perché ho saputo che anche in Italia alcuni
gioiscono come l'altra sera alla Tv gioivano i palestinesi
di Gaza.«Vittoria!Vittoria!».Uomini,donne,bambini.
Ammesso che chi fa una cosa simile possa essere definito
uomo,donna,bambino.Ho saputo che alcune cicale di
lusso,politici o cosiddetti politici,intellettuali o cosiddetti
intellettuali,nonché altri individui che non meritano la
qualifica di cittadini,si comportano sostanzialmente nel-
lo stesso modo.Dicono:«Bene.Agli americani gli sta be-
ne ».E sono molto molto,molto arrabbiata.Arrabbiata
d'una rabbia fredda,lucida,razionale.Una rabbia che eli-
mina ogni distacco,ogni indulgenza.Che mi ordina di
rispondergli e anzitutto di sputargli addosso.Io gli sputo
addosso.[...]
Mi sento pienamente rappresentato.
andrea lambiase (28/09/2001)
Mi spiace che in questi ultimi giorni nei quali ho seguito l'evolversi del dibattere in questa chat, non ho avuto il piacere e la sorpresa di leggere interventi all'altezza di alcuni precedenti, come quello di Gheddafi (alias muhammar el gamal, alias chissa chi altro..), o quello di Riccardo o quello di Maurizio...o quello di Rosh Hashanah, che ho trovato particolarmente interessante, forse per affinità di fede..comunque ritengo doveroso fare alcune considerazioni, che certamente non riguardano più o soltanto i drammatici eventi di cui siamo stati testimoni, ma anche l'asimmetrica equazione, tipica dell'opinione pubblica italiana, per cui più si è lontani dal disastro, più il senso di sollievo che questo generalmente comporta, invece di portare freddezza e pacatezza nell'analisi, conduce inevitabilmente allo schieramento feroce da un lato o dall'altro...
Nell'eventualità di una guerra, ormai peraltro remota,almeno nelle dimensioni in cui ci si immaginava nell'imminenza del disastro, ritenevo doveroso lo schierarsi:ma lo ritenevo doveroso perche non evitabile...chi professa il neutralismo, d'altro canto, storicamente favorisce l'uno o l'altro dei contendenti, senza peraltro mai riuscire a centrare lo scopo della propria professione di fede ideologica.
Il neutralismo va bene quando in gioco non ci sono affezioni e sentimenti forti...ha una sua efficacia per guerre remote, per le quali la distanza eccessiva sfuma i torti e le ragioni dei contendenti, facilitando il compito dei professatori di pace:ma quando un paio di aerei inceneriscono di botto le aspirazioni, le speranze, le certezze di una civiltà, ecco che in neutralismo diviene tale per se stesso, nel senso che rende innocue tutte le velleità di non intervento che invece in occasione di altre guerre e altri scacchieri geopolitici avevano inciso nell'immaginario dell'opinione pubblica e spesso della stampa...in questa occasione, invece, mi sembra che valga quanto detto per l'assassinio dell'Arciduca Ferdinando a Sarajevo nel 1914:"Il colpo di pistola che si è sentito in tutto il mondo", cioe a dire un evento che nella sua drammaticità non lascia alcuno indifferente..ma quel che è peggio, non lascia spazio alla zona grigia di chi reputa un errore marchiano la strategia USA.
Io non credo che si tratti di rispondere a bombe con altre bombe, ma credo piuttosto che sia necessario cercare di sanare le enormi piaghe apertesi con la fine della guerra fredda, e tracciare una nuova mappa di equilibrio geopolitica, nella quale per forza di cose il mondo arabo dovrà avere un ruolo strategico e non più subalterno, ma nel quale Israele dovrà mantenere intatto l'intero suo ruolo di mediatore degli interessi occidentali in quella difficile area, anche attraverso lo strumento terribile della dissuasione atomica. Anche perchè gli equilbri si generano attraverso la mondializzazione degli scambi, l'alterità dei ruoli nel processo di scambio delle merci, la parità di diritti tra chi vende materie prime, e paesi industrializzati che le trasformano. Se tutto ciò sarà preceduto da azioni mirate di intelligence, tese alla cattura dei capi del terrorismo e alla disarticolazione dei quadri dello stesso, coperte da qualche bomba che distrae l'opinione pubblica e i paesi coinvolti...forse allora è il caso di riflettere attentamente, prima di gridare incoerentemente alla catastrofe mondiale o additare gli USA come i soliti sceriffi di contea, rozzi e presuntuosi..pronti a sparare al primo indiano che disturba la quiete. Anche perchè..in fondo, il ruolo che gli USA si sono accollati, mi sembra essere quello stesso ruolo che l'europa gli ha assegnato volentieri, con l'adesione alla NATO di cui gli USA sono stati i principali ispiratori, e alla sostanziale delegazione agli States, in sede ONU, della risoluzione dei problemi più scottanti, come ad esempio la crisi missilistica di Cuba del 1962.
Una battuta su quanto scritto da Riccardo, riguardo al parallelismo con quanto successo a Pearl Harbour:posto che i parallelismi metodologicamente non mi piacciono, visto che la proprietà principale di due rette parallele è che non si incontrano mai, direi che però la sostanza del discorso dell'autore, suffragato anche da fonti autorevoli, sia giusta...però in primo luogo credo che per la nota legge storica dell'eterogenesi dei fini, fortunatamente due cause simili, possono avere esiti totalmente differenti...e questo dimostra che i parallelismi in sede di analisi storica sono suggestivi ma fuorvianti...in secondo luogo, ritengo la democrazia americana assai più matura e consapevole oggi che ai tempi del buon Roosvelt, e quindi ritengo improbabile anche ad alte sfere un cinismo della portata di quello che Riccardo lascia intravvedere.
Un ultima cosa su Sharon...ci si ricordi che nessuno ha mai combattuto per gli ebrei, perche forse, se cosi fosse stato, qualche milione di anziani ancora in vita li avremmo.
anonimo (24/09/2001)
forse è il caso che sharon la smetta buttare benzina sul fuoco mi sembra poco opportuno e poi se lui si considera in guerra non è detto che dobbiamo combatterla noi per lui.
solzenicyn (24/09/2001)
chiedo scusa per gli errori grammaticali spero di non aver urtato la sensibilità dei lettori al di là di questo sono compiaciuto del richiamo alle fonti ma di libri se ne sono scritti tanti molti proverebbero che marlin è stata uccisa che è tra noi vivono i marziani comunque sia non contesto la possibilità che a pearl harbour gli usa sapessero e che magari qualcuno sapesse anche ora anzi come credo di aver scritto lo ritengo plausibile ciò non toglie che non è provato e che nelle relazioni internazionali almeno per il momento tale tesi non è menzionata non solo gli sviluppi della politica estera usa sono molto complessi non è tutto così semplificabile. spero che l'autore dell'articolo non se ne abbia a male anche se mi sembra un pò nervosetto il mio era solo un contributo critico alla discussione tutto qui
Aureliano (23/09/2001)
Un altro consiglio per solzenicyn: l'aggettivo "uno" posto davanti ad un sostantivo maschile (atteggiamento, equivoco, intervento) non si elide. Si scriva "un atteggiamento" non "un'atteggiamento".
solzenicyn (23/09/2001)
Pearl Harbour e world trade center secondo maurizio l'analogia per quanto interessante sarebbe troppo drastica, troppe tappe saltate ed un'atteggiamento poco storiografico. Sicuramente sono osservazioni giuste condivisibili, ma resta la pulce nell'orecchio, in effetti il merito dell'articolo in questione è proprio quello di creare un dubbio, altro non può fare non esistono le prove che gli USA sapessero dell'attacco giapponese e non si avranno per almeno i prossimi 50 anni neanche quelle di una possibile conoscenza usa degli attentati terroristici della scorsa settimana.
Però un'analisi anche superficiale ma onesta non viziata da sutpidi antiamericanismi evidenzia un dato importante gli americani non sono interventisti non lo sono mai stati esattamente al contrario di chi li dipinge imperialisti sono sempre stati restii a qualsiasi intervento c'è voluto molto per trascinarli nella prima guerra mondiale ancora di più nella seconda in vietnam sono intervenuti sulla s...cia dell'iniziativa francese in corea e così come in corea dovettero farlo per la logica dei conflitti localizzati creata dalla guerra fredda, ultimamente speravano e chiesero che in kossovo fossero soprattutto gli europei ad intervenire e la popolazione statunitense non ha capito ne giustificato l'intervento americano.
Dopo il crollo del muro gli usa rimasti l'unica potenza mondiale hanno manifestato un certo imbarazzo ad assumersi le responsabilità della vittoria sono intervenuti spesso in modo contraddittorio quasi rifiutassero la responsabilità di essere rimasta l'unica super potenza hanno creato piccoli capetti che gli si sono rivoltati tutti contro , mettendo tutto insieme non è del tutto inverosimile pensare che servisse qualcosa per compattare l'opinione pubblica e giustificare un' intervento ormai inprocrastinabile che poteva essere meno violento se fatto prima, che comunque oramai va fatto. D'altra parte gli usa effettueranno così anche una forte pressione sull'europa o che sarà appiattita sulle posizioni usa cosa inevitabile visto l' assoluta inconsistenza politica e militare dell'europa stessa. Si sfaterà definitivamente un'equivoco l'europa non può più coltivare aspirazioni dialettiche diversificazioni politiche nei confronti degli USA non può perchè non ne ha la forza la capacità Il progetto europeo lanciato con forza negli anni 80 incarnato e sostenuto sopratutto da italia germani e francia con qualche imbarazzo britannico è ormai un lontano ricordo e allora zitti e mosca si parte non sapremo mai se è giusto ma è necessario
Risponde l'autore dell'articolo:
Consiglio al sedicente solzenicyn, prima di scrivere "non esistono le prove che gli USA sapessero dell'attacco giapponese" di fare una visita a questi siti:
Pearl Harbor - Mother of All Conspiracies
Day of Deceit - The Truth About FDR And Pearl Harbor
In particolare il secondo è l'estensione web di un libro pubblicato negli USA nel 1999. Gore Vidal ha scritto nel commentarlo:"Many of us who are veterans of World War II's Pacific Theater of Operations have always suspected that the December 7, 1941, Japanese attack on Pearl Harbor was deliberately provoked. A half century later, Robert Stinnett has come up with most of the smoking guns. Day of Deceit shows that the famous 'surprise' attack was no surprise to our war-minded rulers, and that the three thousand American military men killed and wounded one Sunday morning in Hawaii were, to our rulers and their present avatars, a small price to pay for that 'global empire' over which we now so ineptly preside."
(R.C.)
ENKO (22/09/2001)
Ho letto l'intervento di polisinelli. Riguardo la questione della morte degli altri o meglio dell'altro da noi del diverso non mi stupisce il fatto che si sia rimasti indifferenti lo trovo del tutto naturale. Perchè dovrebbe coinvolgermi la morte il dolore di uomini lontani nel tempo e nello spazio io non andrò mai dove vivono loro non conosco la loro realtà non sento il dolore, io vivo il mio tempo la mia vita la mia realtà come faccio ad essere coinvolto da questioni tanto lontane?
Non vorrete mica globalizzarmi?
Posso sentire il dolore del diverso che soffre nel mio mondo ma quello di mondi così lontani come faccio a sentirlo non sono fatti miei io sono qui vivo qui esrcito i miei diritti compio i miei doveri mangio vado al cinema mi istruisco sindacati pensioni stato sociale dentista super mercato la mia realtà il mio mondo la libertà posso criticare essere libero di pensare godere del progresso delle conquiste fatte dal mondo occidentale che me ne importa della sofferenza deglia altri?
Non vorrete davvero globalizzarmi?
Io sto qui ogni tanto protesto mi diverto nel cassettto ho ancora la falce e martello vicino al telefonino con cui mi connetto in rete leggo marx sono contro lasciatemi protestare insanta pace contro questo sporco mondo occidentale contro i ricchi ed i padroni che me ne importa del dolore di quelli tanto lontano da me, non vorrete davvero globalizzarmi?
Maurizio Polsinelli (21/09/2001)
Si noterà come oramai a pochi giorni dal 11 settembre, le riflessioni intorno alla questione stiano raggiungendo una improduttiva stagnazione. Si sentono quasi sempre le stesse cose. Il fatto stesso comincia a perdere la sua capacità di tenere attaccati alla televisione le persone, e le immagini, accompagnate da musiche strappalacrime, si assumono sempre più il ruolo di produrre emotività. La nostra capacità di dimenticare tutto (fin'anche tragedie di questa portata), ha portata i redattori dei vari tg, a cercare di mantenere alta la nostra capacità d'attenzione, attraverso ogni espediente. Sembra incredibile, ma in una società come la nostra fortemente basata sul dinamismo, la tendenza, anche innanzi a tutto ciò, è al dimenticare, al rilegare tutto nel luogo del "già stato", e col tempo, pian piano, del "mai stato".
Certo in questo caso, "grazie" all'imminenza di un conflitto che si prefigura molto lungo, sarà difficile dimenticare molto presto. Ma la nostra cultura non insegna a convivere con la nostra natura, non abituata a convivere con la morte, e così finchè a morire erano persone scalze, finche il sangue si spargeva su strade senza asfalto, sullo sfondo di moschee e sinagoghe ecc., la morte che quotidianamente ci mostravano non era la nostra morte, ma la morte dell'altro da sè, del "diverso". Ora da quell'altrove polveroso ci è piombata addosso la morte, che assume oramai i connotati facciali che ci somigliano tremendamente ("La morte verrà all'improvviso...").
Muoino anche persone da nomi niente affato esotici, da capelli biondi e occhi azzurri... Sotto le macerie ora vi sono anche oggetti (valigette, cravatte ecc.) che ci ripotano alla nostra quoditianità. La morte è giunta Qui e Ora. Ma inesorabilmente, per "fortuna" di noi tutti, il grande meccanismo di difesa, il grande viadico di salvezza, dell'Occidente inizia già a trascinare tutto, fossero pure migliaia di morti, verso la normalità. Pian piano dimeticheremo anche questa.
Di questa nostra capacità di fermarci (privi come siamo della semplice capacità del ricordare) se ne sono già accorti, come dicevo, i vari redattori televisivi, e alla schietta proposta di immagini ed analisi politico-sociali, s'affiancano pian piano elementi d'incentivazione emotiva (come se fatti come questi non fossero di per se abbastanza emotivi). La gente si sta "distraendo", serve un video-clip...!
Più sopra dicevo che ormai non si sentono che le stesse cose intorno agli attentati, ma, per nostra fortuna non sempre è così, come nel caso dell'articolo di Riccardo nella rivista de Il Laboratorio, di cui si parla anche in questo Forum.
E' certo che l'articolo in questione fa molto riflettere; soprattutto, risulta quasi paralizzante, relegandoci ad una miserissima condizione di osservatori inermi ed inerti innanzi ad una tale agghiacciante probabilità... Almeno da come io ho interpretato la sua analogia storica, prodotta forse da un'eccessiva meccanicità di confronto, non posso che ritenerla improbabile, ma, purtroppo, ascrivibile nella sfera del possibile. La plausibile premessa riferentesi ai fatti dell'intervento americano alla seconda guerra mondiale produce da sè la seconda premessa che, senza che questa venga chiaramente espressa, è comunque facilmente ricavabile.
Questa sorta di logica formale prodotta da una specie d'entimema, da un sillogismo che argomenta da premesse non assolutamente certe, ci fornisce una conclusione che può essere solo e soltanto possibile, il raggiungimento del quale si potrebbe già definire un successo per una ricerca storica. Ma in questo caso mi sembra che troppe tappe siano state bruciate. Credendo che una buona analisi storica debba sfuggire all'eccessiva formalità e meccanicità, più vicina ad analisi di tipo storiografico che propriamente storico, vorrei invitare ad una analisi meno rigida e se possibile più esplicitata. Resta comunque, a mio parere, interessantissima l'analogia, che, come sua natura vuole, dovrà essere solo produttrice di ulteriori relazioni e riflessioni, portate, grazie alla capacità dell'analogia di produrre il nuovo, oltre. Diciamo che dopo l'analogia, dovrebbe iniziare il vero lavoro dello storico.
Nulla dice che il risultato non risulti lo stesso da quello prodotto da prima supposta analogia.
Guido Po (21/09/2001)
sto prendendo gusto a venire a trovarvi di tanto in tanto complimenti per il nuovo look ma si può sapere chi siete? state portando avanti una bella iniziativa, solo mi sarei aspettato una maggiore partecipazione della redazione sulla quastione del terrorismo ho letto l'articolo di riccardo ma gli altri che fanno?
Rosh Hashanah (20/09/2001)
La cura con la quale tutti i notiziari diffondono le immagini della violenza che improvvisamente si è abbattuta dal cielo su New York ha lo scopo preciso di mobilitare l'opinione pubblica nel senso della "revenge", della vendetta...e coloro i quali sostengono la necessità di soluzioni alternative a questa, vegono cosiderati imbelli, o peggio, collaborazionisti degli islamici, i quali oramai sono cnsiderati un monolite pericoloso e instabile, che deve essere abbattuto più fragorosamente di quanto non lo siano state le due torri gemelle.
I rischi esterni ci sono noti, almeno in parte: io invito a considerare invece i rischi per la democrazia quando al'interno di uno stato si opera uno stretto giro di vite sul tema della sicurezza, facendosi scudo del pericolo vero o presunto, di attacchi esterni: l'Europa intera rischia di vedere compromessi decenni di sforzi e tentativi di coniugare sicurezza, governabilità e democrazia, che ritengo sia stato il vero grande leit motiv del dibattito politico postbellico...i segnali ci sono tutti: il razzismo indiscriminato che da latente, sta cominciando a farsi via via più visibile e violento, soprattutto negli States; il giro di vite per ciò che riguarda il diritto legittimo di manifestare il proprio dissenso sul tema della globalizzazione, che dopo i fatti di NY viene comunemente considerato una forma violenta di antiamericanismo e filoterrorismo insieme, etc,.. In un paese come l'Italia poi, laddove il governo ragione sul tema dell'immigrazione in termini di tagliole, più che di visti di ingresso, il problema da politico diventa istituzionale, governativo, soprattutto per via di una certa opposizione che stenta a ritrovare se stessa e i propri temi politici caratteristici. Tutto questo, però, non ci può indurre nell'errore di optare per scelte eccessivamente diplomatiche sul tema della lotta al terrorismo e agli stati che lo appoggiano, perch questo, come dimostrano i fatti di Ysroel, più che alimentare la pace alimenta il terrorismo e il senso di impunità che i Signori della Guerra islamici e non, utilizzano per rinforzarsi e accreditarsi presso settori locali dell'opinione pubblica.
E allora il dilemma è proprio questo:l'inevitabilità di fronte alla quale ci si può porre in tre modi:rassegnati e piangenti;ottusamente bellicosi e violenti;riflessivi e lucidi...io mi auguro che tutti, da Bush, al più umile degli Imam, si apprestino a passare dalla fase dell'esaltazione collettiva, a quella, forse utopica, della riflessione critica sulle conseguenze dei propri atti.
Moammar El Gamal (20/09/2001)
Ho letto solo ora l'articolo riguardante quell'ormai mitico 7 dicembre del 1941, tornato in questi giorni sulla bocca di tutti: addetti ai lavori e non. Tutti si sentono in grado di lanciarsi in piroettanti analisi storico-politiche. Le Torri Gemelle come Pearl Harbour..l'America che si risveglia puntualmente ogni qualvolta (pare debbano trascorrere proprio sessant'anni..) venga colpita, oggi si dice proprio al cuore, ieri nessuno (fortunatamente) ha paragonato Pearl H. ad altre parti del corpo, chissà quale (certo vicino l'acqua!).
Che gli Stati Uniti stessero proprio dormendo non me ne ero sinceramente accorto, così come non se ne sono accorti gli iracheni; l'ultima visita di questi dolci dormiglioni era giunta appena due giorni prima il traumatico risveglio, un gran bel dormire!
Scusate ma non mi sento di condividere questa impostazione, direi cinematografica della situazione (decisamente affascinante l'accostamento fotografico dei due eventi). Mi dispiace per i cultori di questo Occidente opulento, tanto amante di un certo tipi di sensazionalismo, ma Bin Laden non è proprio come l'allora Imperatore del Giappone, così come un'organizzazione terroristica operante a livello mondiale (con l'evidente appoggio di diversi servizi segreti nazionali) non può essere paragonata ad uno Stato che con un preciso atto di guerra dichiara quest'ultima ad uno Stato nemico.
La situazione è dunque radicalmente diversa. Similitudini potremo trovarne rimanendo fanciullescamente impressionati di fronte alla spettacolarità dei due eventi 7 dicembre 1941-11 settembre 2001; ma lo spettacolo ha poco a che fare con la storia...e con le guerre.
Risponde l'autore dell'articolo:
Questo messaggio nel Forum ed altre mail ricevute dimostrano come non sia riuscito a trasmettere il significato dell'accostamento tra quello che accadde 60 anni fa ed i recenti avvenimenti. Un significato che va ben oltre il mero accostamento della "spettacolarità" dell'evento e non è legato, se non accidentalmente, a quello che allora come oggi è il "nemico" degli Stati Uniti. (R.C.)
Alberto (19/09/2001)
si va alla guerra? ho letto l'articolo riguardo a pearl harbour e le possibili similitudini con la situazione attuale e non so sinceramente pensare che qualcuno sapesse e non ha fatto niente per evitare quello che è successo mi spaventa molto di più del terrorismo stesso
Moammar El Gamal (19/09/2001)
Pur ritenendo legittima la volontà di vendetta degli Stati Uniti nutro forti dubbi sull'efficacia di un'azione di ritorsione contro Osama Bin Laden ed il regime afghano che lo ospita. Una reazione incontrollata finirebbe per dar spazio ad altri numerosi Bin Laden! Contro il terrorismo credo sia opportuna un'Assemblea speciale dell'Onu; di fatto il terrorismo quale azione disumana è espressione di una volontà di predominio contraria agli insegnamenti dell'Islam.
L'attacco all'Afghanistan - che sembrerebbe nei piani degli Stati Uniti - mi lascia perplesso, non solo per l'enorme differenza militare tra le due parti, ma soprattutto perchè si tratterebbe di attaccare un insieme di montagne senza valore, con l'inevitabile rischio di fare una carneficina di civili inermi.
Non riesco a stimare quanti si sono affrettati a porgere le loro condoglianze all'America, temendone la vendetta!
Paolo Rossi (18/09/2001)
Non si possono chiudere gli occhi di fronte a tanta barbarie. Spero che la nostra civiltà abbia ancora abbastanza sangue nelle vene per reagire a tutto questo.
Lino (16/09/2001)
Non credete che forse sarebbe opportuno aprire un forum sulla "questione americana", visto che, dalla fermata dell'autobus agli studi televisivi di tutto il mondo, non si parla (sparla) d'altro?