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Cartesio
Intervista al prof. Gaetano Calabrò
Professore di Dottrine della Politica e Filosofia della Politica all'Università "La Sapienza" di Roma
Introduzione all'intervista
Decisamente innovatrice è la posizione di Cartesio nei confronti delle scienze, soprattutto della fisica, cui si dedicò attivamente, così come la sua posizione metafisica, sicuramente opposta a quella tradizionale. Nel soggettivismo del Cogito cartesiano come principio filosofico, è giusto vedere infatti, come fa Hegel, l'inizio della filosofia moderna. L'Io di Cartesio non poggia sul pensiero puro, ma sull'esistente e sul dubbio. Si può quindi affermare a ragione che la filosofia moderna nasce con la critica delle forme sostanziali della dottrina aristotelico-tomistica, e con la separazione del pensiero dall'estensione, cioè con quello che viene chiamato il "dualismo cartesiano". Il dualismo è, d'altro canto, il presupposto necessario per la nascita della scienza moderna e del meccanicismo. Il razionalismo cartesiano può definirsi comunque un razionalismo sui generis: egli parte dall'esperienza del dubbio e le stesse verità matematiche e geometriche non sono evidenti per se stesse, ma lo diventano alla luce del Cogito. Il suo razionalismo non è inoltre fondato su un ragionamento sillogistico, ma piuttosto sull'intuizione. Cartesio al dubbio scettico sostituisce il dubbio metodico, che è un atto di volontà e non un atto dell'intelligenza, così come costruzione metodica è il genio maligno, strumento per scalfire certezze precostituite. Il bersaglio di Cartesio, dunque, appare essere lo scetticismo e l'empirismo tradizionale, classico, mentre l'empirismo moderno, di Locke, non è in realtà del tutto contrastante con il suo pensiero. Ricordando brevemente la biografia di Cartesio, se ne può intravedere l'anticonformismo di fondo: dopo un periodo di frequenti viaggi, egli si ritirò in Olanda; cattolico, non si impegnò in dispute teologiche, e morì in un paese protestante. Tornando a questioni teoriche, non si può parlare di cesura, in Cartesio, tra fisica e metafisica. La differenza tra la metafisica scolastica e quella cartesiana consiste nel fatto che l'una va dalle cose a Dio, l'altra da Dio alle cose. Il presupposto del Metodo, è che Dio è creatore delle verità eterne, anche se poi si disinteressa del mondo. In questo senso Voltaire e Pascal avevano sostanzialmente ragione nell'asserire che Cartesio si "serviva" di Dio. Il meccanicismo cartesiano lascia spazio alle libertà, comunque, perché è mantenuto in vita da una continua creazione divina, su cui poggiano tutte le leggi fisiche. La libertà divina è assoluta, essendo Dio causa sui, e anche l'umanità ha per contrassegno la volontà, non l'intelligenza. La metafisica di Cartesio non è però influenzata, come la sua morale, dallo stoicismo: la volontà di cui egli parla è la potenza di causare atti propri.
Roma Rai viale Mazzini, 10 Aprile 1987
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