Il Laboratorio

Numero 1 - 30 gennaio 2001

… E allora!?! Tutti a Strasburgo!


Avvocato, quanto ci vuole per avere quello che mi spetta?
E' la domanda che piu' di frequente si sente in uno studio legale, e che necessariamente crea l'imbarazzo in chi la riceve, che sa di dover dare una risposta ma sa pure di non sapere assolutamente cosa rispondere.
Bisogna infatti sfatare il mito dell'avvocato abbindolatore e temporeggiatore, tipico di una cultura nazional popolare esportata in tutto il mondo, e prendere atto di cio': la Giustizia e' "intasata".

La maggior parte delle vertenze, non tutte fortunatamente, segue un iter tortuoso che ha inizio in primo grado quando un Giudice monocratico giovane, ed ancora non molto esperto, si trova di fronte una questione spigolosa ,con una difficile e lunga istruttoria resa tale dalla longevita' del fatto e dalla non facile rinvenibilita' delle prove.
Cosi', nonostante le indicazioni programmatiche, e' via libera allo strumento del rinvio, attraverso il quale le udienze vengono spostate, senza alcuna attivita' di anno in anno sino a giungere ad un nuovo magistrato di prima nomina che a maggior ragione del primo, non conoscendo la vicenda e oberato dal lavoro, rinviera' nuovamente la causa.

Si innesta un meccanismo vizioso, che si arresta, o quando un magistrato mosso a compassione o altrimenti sensibilizzato alla vicenda, decide la causa, oppure quando le parti esasperate dall'attesa addivengono ad una transazione .
Naturalmente ambo le soluzioni non sono soddisfacenti ed alimentano nell'opinione pubblica la sfiducia negli operatori di diritto e nella Giustizia in genere.

Peraltro le cause civili a differenza delle penali non rischiano, una volta iniziate le prescrizioni, e cosi' per il meccanismo del doppio grado di giudizio e del ricorso in Cassazione con rinvio al Giudice di merito, vanno avanti all'infinito, tanto che in alcune famiglie diventano una sorta di onere aggiunto all'eredita' da tramandarsi come "mos maiorum ".
Posso assicurare che per un giovane procuratore o giovane magistrato non esiste incubo peggiore del faldone di una causa vecchia di venti anni, ipotesi non certamente rara .Si tratta di un incontro ravvicinato del terzo tipo con un mega-fascicolo che contiene altri fascicoli che a loro volta contengono altri fascicoletti e via discorrendo; di fronte a tali ammassi di carte ho visto anche esperti avvocati anziani, i meno impressionabili avendone viste di tutti i colori, dare segni di scoraggiamento, per non usare altri termini poco eleganti .

Se poi a tutto questo, si aggiunge la giungla burocratica degli uffici giudiziari, dove il rilascio o la visione di un documento deve passare il visto dei sedicenti collaboratori di cancelleria, allora e' davvero la fine : si e' giunti al collasso.
Sembrerebbe che la semplificazione amministrativa di cui gia' alla 241/90 sia passata dritta dall'Amministrazione Giustizia, ove una serie di "dinosauri" terrorizza i nuovi arrivati ammaestrandoli all'antica arte del burocrazia

E' avvilente in Italia dover constatare il paradosso di uno Stato, che ha la maggiore produzione legislativa, e che cio' nonostante rimane sempre profondamente anarchico proprio nei settori istituzionali piu' delicati. Qualche patriota nostalgico di non so cosa tuttavia potrebbe dire che questa e' l'anima libertaria degli Italiani che non accettano di essere comandati.
A questo simpatico amico risponderei semplicemente senza astio che se non fossero passati gli americani 50 anni fa dall'Italia avremmo ancora una versione edulcorata del duce ,un suo discendente per esempio, (il pensiero in proposito non puo' che andare alle Ecclesiazuse di Aristofane in versione adattata al soggetto), di certo si sarebbero risparmiate ad Emanuele Filiberto le continue suppliche per metter piede nel nostro Paese.

Peraltro per superare l'impasse non giova trovare un capro espiatorio. Non lo e' la magistratura che soffre e lamenta da tempo una carenza di organico; lo Stato gli risponde con un bando di concorso per 360 posti, il cui accesso e' subordinato al superamento di una prova preselettiva di ben 15300 quiz. Un 'impresa titanica se si pensa che solo per leggerli tutti sono necessari circa 31 giorni, calcolati secondo una giornata lavorativa di 8 ore in modo da consentire agli aspiranti almeno 2 pasti giornalieri piu' prima colazione ed un congruo riposo notturno; il tutto ovviamente deve ripetersi piu' volte in modo da garantire la soglia d'ingresso di zero errori, e poter accedere cosi' ai 3 scritti e solo successivamente alla prova orale di "sole" otto materie di diritto.
Non c'e' da meravigliarsi poi, se i giudici sono di manette facili; in alcuni casi il soggiorno carcerario potrebbe apparire preferibile.

Ma si puo' resistere alla tentazione di attribuire la colpa di un tale problema a qualcuno?
Assolutamente, in questo scritto faremo molto di piu' ; daremo una soluzione al problema per tutti coloro che sono stati "dimenticati" dalla Giustizia italiana .
Quest'ultima , le statistiche hanno confermato, e' la piu' lenta d'Europa e cio' ha suscitato il disappunto in seno all'Unione Europea. E allora?…Tutti a Strasburgo!!

La Corte Europea di Giustizia in applicazione dell'art.6 par.1 della Convenzione dei Diritti dell'uomo tutela il diritto di ogni individuo che nell'esercizio della sua difesa abbia adito un Tribunale, ad ottenere un responso in un tempo che sia congruo cioe' tale da non vanificare la tutela del diritto stesso.
Piu' precisamente secondo la Giurisprudenza della Corte Europea si viene a configurare nella lunga durata di una vertenza un danno ingiusto ,patrimonialmente valutabile , e quindi risarcibile, a spese del Governo italiano.
Ad onor di cronaca la possibilita' di adire il Giudice europeo esiste gia' da molti anni; la prima Dichiarazione di riconoscimento della obbligatorieta' della giurisdizione europea da parte dell'Italia risale al 1° agosto del 1973.Tuttavia l'uso di tale strumento non ha avuto per tutti gli anni '80 grande favore, probabilmente a causa delle tensioni internazionali che, l'inottemperanza alle decisioni della Corte, avrebbe potuto produrre in seno ad un Consiglio d'Europa, sempre minacciato da un perdurante clima di guerra fredda.
La situazione e' radicalmente cambiata negli anni '90 quando il numero dei ricorsi contro i governi ed in particolare quello italiano e' cresciuto in maniera esponenziale.

La Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali dell'individuo garantisce la tutela dei principi di cui alla Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo; essa ha istituito all'uopo una Commissione ed una Corte di Giustizia operanti in Strasburgo, ove ogni Stato ma anche una qualsiasi persona fisica o giuridica puo' denunciare la violazione di uno dei principi espressi dalla Convenzione stessa:
"La Commissione effettua una delibazione preliminare dei ricorsi, accertandone la ricevibilita', sul presupposto dell'esperimento preventivo da parte del ricorrente di tutte le vie interne possibili, successivamente tenta una conciliazione tra la parte ricorrente e il Governo resistente, in via transattiva, reglement amiable –friendly settlement. Solo dopo il fallimento della conciliazione , la controversia e' deferita alla Corte di Giustizia ove un membro della Commissione funge da Relatore senza pero' assumere la vesta di parte.
Il ricorso presentato da un difensore di fiducia munito di procura puo' essere in lingua italiana sebbene la corrispondenza e gli atti della Corte siano trasmessi nelle due lingue ufficiali inglese e francese o in quella tra le due previamente scelta dal ricorrente."


La gratuita' del ricorso e la possibilita' di ottenere un risarcimento cospicuo a danno di debitore sicuramente solvibile, quale il Governo, ha fatto accrescere negli ultimi anni il numero dei reclami nonche' delle condanne pare 228 ne2000, stando alle affermazione del magistrato della Corte che rappresenta l'Italia a Strasburgo (secondo cui la nostra Nazione sarebbe indifendibile).
Anche l'accesso alla procedura si e' semplificato da quando il consiglio dell'ordine degli avvocati di Roma tramite una Commissione ad hoc ha redatto un modello unico di ricorso di facile compilazione rendendone massimamente semplificato l'iter.
E' chiaro che la classe forense sia particolarmente solerte a raccogliere il malcontento; tuttavia tale forma di tutela rappresenta per i molti "dimenticati " dalla giustizia, un'ultima spiaggia. L'alternativa infatti di scavalcare la Giustizia ordinaria ricorrendo all'arbitrato e' prerogativa delle grandi imprese e di pochi possidenti, sebbene tale rimedio stia per diffondersi a tal punto, da suscitare le preoccupazioni dello Stesso Procuratore Generale ,che ne ha fatto menzione nella relazione di apertura dell'anno giudiziario richiamando il problema, gia' conosciuto, di una magistratura privata per i piu' facoltosi.

A questo punto e' giusto chiedersi se si tratti di un mezzo intelligente per fare pressione sul Governo italiano chiamato a rispondere in prima persona affinche' prenda seri provvedimenti per razionalizzare la PA nel settore giustizia
Oppure se il clamore suscitato dalla diffusione propagandistica di questa azione giudiziaria, con il fascinoso presagio del facile guadagno, non comporti semplicemente uno spostamento del problema
E se quindi quegli incontri ravvicinati del terzo tipo, i faldoni di cui sopra, abbiano cominciato ad infestare anche i sogni dei giudici di Strasburgo.


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