Il Laboratorio

Numero 0 - 28 dicembre 2000

Quale futuro per Internet in Italia?
di Riccardo Cassanese Email


Nel 1997 gli utilizzatori di Internet in Italia erano circa 700000, nel 2000 siamo arrivati a quasi 10 milioni. E' un dato sicuramente positivo ma e' importante confrontarlo con quello delle altre nazioni europee. Nei paesi scandinavi circa la meta' della popolazione usa Internet, la Gran Bretagna ha quasi 20 milioni di utenti pur avendo la nostra stessa popolazione.

Il perche' di questo ritardo e' da ricercarsi in due fasi storiche dello sviluppo di Internet in Italia. Nella meta' degli anni '90 collegarsi alla Rete dalla propria abitazione comportava una notevole spesa; prima di tutto si doveva avere l'abbonamento ad un provider il cui costo era una quota fissa. Quindi c'era il costo della telefonata urbana, a quei tempi eravamo in un regime di monopolio; questo costo costringeva gli internauti ad un accesso alla Rete "mordi e fuggi". Era impossibile allora leggere un quotidiano online o consultare un sito con calma senza ritrovarsi una bolletta a piu' zeri da parte della Telecom. A tutto questo si doveva aggiungere la lentezza della connessione che costringeva a notevoli attese per il caricamento della singola pagina web, a quei tempi una velocita' di 33600 bps era un sogno. Agli inizi del '98 la Telecom lancio' la "Formula urbana", la possibilita' di chiamare un numero avente lo stesso prefisso con uno sconto del 50%.

La prima vera rivoluzione in Italia si e' avuta poco dopo con "free internet" e la fine del monopolio di Telecom; non si doveva piu' pagare un provider per collegarsi ad Internet, praticamente tutti gli operatori di telefonia fissa (Tiscali, Infostrada, Telecom, Wind) fornivano l'accesso ad Internet gratuitamente; l'unico costo era quello della chiamata urbana, scontata se si utilizzavano le proprie linee. Ora abbiamo un'ampia offerta di tariffe per la connessione, finalmente anche da noi sono arrivate le tariffe flat: si paga una quota fissa e si puo' rimanere collegati tutto il tempo che si vuole alla Rete senza doversi preoccupare degli scatti o dei secondi che passano; l'unico problema e' che si occupa la linea telefonica. A questo problema si puo' ovviare con una linea ISDN che consente anche una velocita' di connessione maggiore. Da poco e' iniziata la cablatura delle maggiori citta' con i cavi a fibra ottica che consentiranno, in un futuro non lontano, l'accesso ad Internet a grandi velocita'.

A questo punto dell'evoluzione storica di Internet in Italia, nel momento in cui non ci si deve piu' preoccupare dei "mezzi" per utilizzare la "Rete delle Reti", e' necessaria una riflessione sui "fini" per cui ci si collega se si vuole comprendere il motivo del nostro gap nei confronti delle altre nazioni europee. Le ricerche di mercato ci dicono che l'utilizzatore di Internet e' maschio, giovane e colto; analizziamo questi tre aspetti singolarmente.

Le donne dimostrano da sempre una certa ritrosia ad utilizzare Internet, per niente stimolate da una costante campagna di disinformazione sui pericoli delle chat che possono essere un ottimo veicolo per fare nuove conoscenze, in particolare per le persone piu' timide. Il commercio elettronico e' l'altro grande problema: se un uomo puo' tranquillamente acquistare un cellulare o una cassa di vini via Internet per una donna e' assolutamente indispensabile provare il paio di scarpe che si vuole acquistare. Se anche in Italia, come nel Nord America, si riuscisse a fornire un servizio di consegna a domicilio efficiente, in grado di sostituire la merce difettosa in tempi brevi, probabilmente avremmo un maggior numero di acquirenti femminili su Internet; in particolare nei piccoli centri urbani dove non e' facile acquistare prodotti di marca.

Gli adulti pagano lo scotto dell'analfabetismo digitale dovuto, nella nostra nazione, ad una classe dirigenziale con una eta' media di gran lunga superiore a quella delle altre nazioni. Nel Nord Europa e' normale che alla guida di una azienda di notevoli dimensioni si trovi un quarantenne, che ha sicuramente meno pregiudizi, rispetto ad un sessantenne, nel far installare nella propria azienda una rete locale di computer collegati ad Internet. Una volta che i dipendenti, qualsiasi sia la loro eta', abbiano la possibilita' sul posto di lavoro di rendersi conto delle potenzialita' della Rete, sono stimolati ad utilizzare Internet anche a casa.

Per cio' che attiene al livello culturale e di scolarizzazione degli utilizzatori della Rete basta notare che se non si hanno interessi culturali Internet e' praticamente inutile; ma anche da questo punto di vista il Nord America puo' insegnarci qualcosa. Uno dei settori di utilizzo di Internet in rapida crescita oltreoceano e' quello dell'istruzione on line: corsi per studenti-lavoratori con il rilascio di diplomi e corsi di aggiornamento tecnici sono una delle nuove frontiere del Net-business.

Alcuni anni fa circolava in Rete una amara battuta: si diventa esperti di Internet quando ci si rende conto che non serve a nulla. La speranza alle soglie del terzo millennio e' che la prossima battuta sia: diventa un esperto di Internet perche' ti sei reso conto che serve a molte cose.


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