Il Laboratorio

Numero Speciale - 10 aprile 2001

La Riforma Universitaria

Il Sistema Universitario Post Riforma
 
Articolo pubblicato su http://uniwww.sm.uni-bocconi.it

L'università italiana, congiuntamente agli altri Paesi Europei, sta attraversando un periodo di rinnovamento dell'offerta didattica, volta a:

  • attuare un sistema di studi articolato su più cicli;
  • introdurre il sistema dei crediti didattici;
  • far corrispondere la durata reale dei corsi alla durata effettiva;
  • ridurre gli abbandoni;
  • realizzare effettive e sistematiche opportunità di formazione permanente e ricorrente;
  • internazionalizzare i corsi di studio armonizzandoli nel contesto europeo;
  • offrire agli studenti una maggiore responsabilizzazione ed autonomia.

Una tappa importante in tal senso, è stata la dichiarazione congiunta su L'armonizzazione dell'architettura dei sistemi di istruzione superiore in Europa, nota come Dichiarazione della Sorbona, sottoscritta nel maggio '98 da Francia, Germania, Inghilterra e Italia. Ad essa ha fatto seguito nel giugno '99 la Dichiarazione congiunta dei Ministri Europei dell'Istruzione Superiore intervenuti al Convegno di Bologna, in cui è stato assunto dai Ministri dell'università europei l'impegno di adottare, entro il 2010, sistemi di istruzione reciprocamente compatibili, fondati su due cicli principali, ciascuno organizzato secondo il sistema dei crediti formativi, al fine di promuovere la mobilità, la cooperazione nella valutazione della qualità e la necessaria dimensione europea dell'istruzione superiore.

In Italia (ma anche negli altri Paesi dell'Unione Europea) l'iter normativo per la realizzazione della riforma universitaria, avviato nel 1997, non è ancora stato completato: infatti, mentre è già stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto ministeriale n° 509/99 (Regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli Atenei), comunemente denominato "Decreto quadro sull'autonomia didattica", deve ancora essere completato l'iter per disporre in via definitiva i decreti per la determinazione delle classi di laurea e per la determinazione delle classi di laurea specialistica.

A far data dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di tali decreti, le Università avranno 18 mesi di tempo per redigere e fare approvare i propri Regolamenti didattici d'ateneo per l'attivazione dei nuovi corsi di studio.

Questi, in sintesi, i contenuti fondamentali del decreto Ministeriale Quadro sull'autonomia didattica:

1. I corsi di studio attivabili dalle università saranno:

laurea 3 anni
laurea specialistica 2 anni successivi alla laurea
diplomi di specializzazione solo in applicazione di specifiche norme di legge - es. medicina, giurisprudenza - o di Direttive dell'Unione Europea
dottorati di ricerca minimo 3 anni successivi alla laurea specialistica
master di 1° e/o di 2° livello 1 anno dopo la laurea o dopo la laurea specialistica

2. Gli obiettivi formativi previsti per ciascun corso di studio saranno:

  • per la laurea:
    assicurare allo studente un'adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali e l'acquisizione di specifiche conoscenze professionali;
  • per la laurea specialistica:
    fornire una formazione di livello avanzato per l'esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici;
  • per i corsi di specializzazione:
    fornire conoscenze ed abilità per funzioni richieste nell'esercizio di particolari attività professionali;
  • per il dottorato di ricerca:
    formare alla ricerca di alta qualificazione;
  • per il master:
    garantire perfezionamento scientifico ed alta formazione permanente e ricorrente.

3. Il carico di lavoro dello studente sarà pesato attraverso i crediti. Il credito è infatti la misura del volume di lavoro di apprendimento richiesto ad uno studente in possesso di adeguata preparazione iniziale per l'acquisizione di conoscenze ed abilità nelle attività formative previste dagli ordinamenti didattici dei corsi di studio.
Ad 1 credito corrispondono 25 ore di lavoro complessivo per lo studente; tale lavoro comprende sia le attività di didattica d'aula (lezioni, esercitazioni, seminari) sia lo studio individuale, sia altre attività formative quali ad esempio lo stage.
Conformemente a quanto previsto dal sistema ECTS (European Credit Transfer System), la quantità media di lavoro di apprendimento svolto in un anno da uno studente a tempo pieno è convenzionalmente fissata in 60 crediti.
I crediti sono acquisiti con il superamento dell'esame o di altra forma di verifica del profitto e non sostituiscono il voto.
Il riconoscimento totale o parziale dei crediti acquisiti da uno studente per la prosecuzione degli studi in un altro corso della stessa università o in un'altra università spetta al corso di laurea o all'università di accoglienza.


4. I crediti da acquisire per conseguire il titolo di studio saranno:

per la laurea 180
per la laurea specialistica 300, compresi quelli riconosciuti validi per il corso di laurea specialistica
per i master 60 oltre a quello conseguiti per la laurea o la laurea specialistica



5. Per quanto riguarda la preparazione richiesta all'ingresso in università, i regolamenti didattici delle singole università stabiliranno le conoscenze richieste per accedere ai corsi di laurea e determineranno le modalità di verifica (eventualmente a conclusione di attività formative propedeutiche svolte in collaborazione con le scuole superiori). Se la verifica non avrà esito positivo, saranno indicati specifici obblighi formativi aggiuntivi da soddisfare nel primo anno di corso.


Ritorna all'indice Tutto il materiale ©2000-2001 Il Laboratorio
Gli autori sono responsabili del contenuto degli articoli.