Il Laboratorio

Numero Speciale - 11 aprile 2001

La Riforma Universitaria

La riforma secondo Pangloss
di Lorenzo Pirrotta


Qualche giorno fa cercando di farmi un'opinione sulla riforma mi tormentavo chiedendomi se fosse il caso di averne una mia, in fondo io non sono altro che un povero ed ignorante studente di Lettere. Mi dicevo posso misurarmi con l'intelligenza ed il sapere di chi ha plasmato per me ed i miei colleghi questa riforma? Mentre sottoponevo, la mia povera mente a questo immane sforzo mi sono addormentato, so che è imperdonabile assopirsi mentre si riflette su un'opera di tal fatta ma è accaduto, e mene dolgo profondamente.

Dormendo però ho fatto un incontro con un Professore, tale Pangloss, che mi ha tolto ogni dubbio sulla bontà della Riforma Universitaria . Di seguito trascriverò modestamente quanto sono riuscito a cogliere del suo pensiero.

Caro Lorenzo quella di cui mi parli non può che essere la migliore delle riforme possibili, attuata dal migliore dei governi possibili, nella migliore università ipotizzabile. E guai a chiunque si permetterà di mettere in dubbio questa fulgida e lampante verità. Per ogni causa abbiamo un effetto, o forse avviene il contrario, ora non ricordo, ma non vorrei ora perdermi in sofismi . In ogni caso secondo i precetti della mia dottrina, la metafisico-teologo-cosmoscemologia, che ebbi già modo di infondere nella giovane mente di Candido, questa riforma non potrà che elevare le anime ed i corpi degli studenti che avranno la fortuna di sottomettersi al suo dolce giogo. È dimostrato che le cose non possono andare che per il meglio: perché siccome tutto è creato per un fine, tutto è necessariamente per il migliore dei fini. Si noti che i nasi sono stati creati per portare gli occhiali, ed infatti vi sono gli occhiali.

Ora qualcuno mi vorrebbe far credere che le leggi dell'ottica, e le regole dell'ergonomia sottostanno all' eugenesi dei fini e quelle dell'organizzazione dell'educazione dei giovani no?

Insigni colleghi, notevoli linguisti e superbi Ministri, di cui almeno uno dotato del migliore dei cognomi possibili, avrebbero secondo alcuni, pensato e si accingerebbero ad attuare una riforma che renderebbe l'Università Italiana peggiore di quanto non sia nello stato presente. Ebbene io ti dico che questo non può essere, anzi gli Atenei italiani si avvieranno certamente verso un futuro di sapere e di canoscenza, come diceva l'Ulisse di Dante. Come? Non lo vogliono più far studiare, avranno i loro buoni motivi, in fondo non era che un trombone , uno che immagini l'inferno, evidentemente non è conscio della conformità a scopi dell'universo.

Ora tu dici che i corsi saranno più semplici, e che il livello culturale deve per forza di cose essere abbassato: il materiale umano è quello che è…. Io rifiuto di prendere in considerazione la riforma da questo punto di vista, perché questo significherebbe credere che i miei esimi colleghi considerano i loro pupilli degli imbecilli, incapaci ed immeritevoli di formarsi culturalmente come fecero loro ad i loro tempi. Io avevo un allievo, a dire il vero abbastanza credulone, ma mai ho pensato che fosse cretino. Povero Candido, ingenuo forse, ma cretino no. E so per altro che i miei colleghi sono persone illuminate, che credono e si battono per il buono e per il bello.

Anche questa storia del tre più due, che secondo te, potrebbe sclerotizzare i programmi e settorializzare troppo l'intelligenza dei ragazzi. Non temere se questo è stato pensato sicuramente vi sarà un giusto e chiaro motivo. Vi avvicineranno al mondo delle imprese e vedrai che troverai facilmente lavoro. La coscienza critica? La conoscenza critica? Quale critica? …Che dabbenaggini vai dicendo… non vi è nulla da criticare. Devo forse spiegarti ancora una volta che vivi nel migliore dei mondo possibili e che l'Università che frequenterai sarà la più bella fra tutte, mutata dalla migliore delle riforme e dal migliore dei governi?

Mi sembri un po' tardo figliolo, chissà che non abbiano ragione i miei colleghi anche in questo, sì il materiale umane comincia ad essere scadente, sotto la mia guida, al Castello del barone, il buon Candido mai si sarebbe fatto venire in mente idee così balzane… coscienza critica bah… roba da matti… Ora devo salutarti e non dimenticare TUTTO VA BENE.


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