Il Laboratorio

Numero Speciale - 11 aprile 2001

La Riforma Universitaria

Intervista al Magnifico Rettore Giuseppe D'Ascenzo
da il Messaggero del 24 Marzo 2001


Ma non notate niente di strano? L'aumento delle tasse è di tre mesi fa. La riforma è andata in porto nell'ottobre del Duemila. Ci sono state montagne di convegni, riunioni, discussioni e mai uno che avesse qualcosa da ridire. Ora, guarda caso, con le elezioni politiche alle porte e quelle per gli organismi universitari il 4 e il 5 aprile, scoppia la protesta nell'università di Roma. Puntualissima, come ogni volta come sempre. Giuseppe D'Ascenzo, 63 anni, Magnifico Rettore della Sapienza, ha deciso di togliersi, tutti in una volta, i sassolini dalle scarpe. Proprio lui, uomo di sinistra senza misteri né imbarazzi, vicino all'ex ministro Berlinguer, lancia un allarme che per un alveare dove "ronzano" 180000 persone suona "apocalittico". Vorrei - dice - che il governo capisse. Se la Sapienza continua così, affonda. Pur avendo fatto salti mortali per mettere apposto i bilanci, andiamo verso una crisi economica spaventosa. Non abbiamo soldi per garantire agli studenti la normale attività didattica. Qualcuno deve svegliarsi .

Intanto gli studenti protestano…

Quattro gatti, direi. Al corteo erano un migliaio. Quelli che occupano secondo le forze dell'ordine, sono una sessantina a Lettere e una trentina a Scienze Politiche. Una Frangia .

Il problema tasse però esiste.

Certo. Tanto è vero che dopo aver parlato con tutte le componenti studentesche, inclusi i Fuori Sede di Alleanza Universitaria e di Forza Italia, mi sono convinto che la questione va riconsiderata. Un ragazzo ha detto che il padre si alza alle quattro del mattino e lui deve studiare sulle fotocopie. Quando ero all'università, anch'io vivevo, come si dice, con una scarpa e una ciavatta.

Insomma marcia indietro.

Non vorrei che i collettivi di sinistra cantassero vittoria e pensassero che faccio tutto questo in virtù della loro gazzarra. Se fossi stato convinto che le tasse andavano bene così, potevano pure ballare sul cadavere del nonno…Stavano freschi .

Da come parla sembra convinto che dietro quella che lei definisce "frangia" sia manovrata da qualcuno. E' così?

Sicuramente dietro c'è l'estrema sinistra.

Eppure anche Veltroni, segretario dei Ds, le ha chiesto un incontro per valutare "le ragionevoli richieste degli studenti"…

Vedremo cosa ne viene fuori. Se il governo ci aiuta, ben venga. Sono il primo a voler offrire di più agli studenti. Sulla sinistra che mi attacca voglio dire una cosa: purtroppo come c'insegna Machiavelli, il cinismo a volte diventa la cosa più importante per raggiungere certi risultati. Può darsi che in questo momento sia necessario, per certe forze, ottenere visibilità. Sentirò cosa dice Veltroni.

Ha letto dello studente travolto da una delle sue auto?

Senta, l'altra sera ci siamo trovati chiusi nel Rettorato con questi scalmanati che cercavano di rompere i vetri per entrare. Mi immagino, là fuori, l'autista: circondato da una truppa di gente che gli dà i cazzotti sul cofano. Chiunque può avere una reazione. Per fortuna non è successo niente di grave .

Torniamo alle tasse, chi approvò l'aumento?

Un momento: partiamo dall'inizio. Il provvedimento sulla ristrutturazione delle università deciso dal governo penalizza, dal punto di vista finanziario, i grandi atenei. La Sapienza dal 1955 al 2000, ha perso oltre quarantatré miliardi di finanziamento per ogni anno .

Da qui l'esigenza di aumentare le tasse.

Esatto eravamo in una situazione insostenibile.

E quali forze, nel C.d.A. della Sapienza, dissero sì all'aumento?

Tutte, tranne uno: il professor Andrea Magrì. Ma non si dica che lo ha fatto per motivi politici (Magrì è ritenuto vicino a Forza Italia, N.d.R.). Lo conosco da sempre e lui è così: vota contro.

Veniamo alla suddivisione di Lettere. L'ex preside, Paratore, vi accusa di aver solo voluto creare nuove cattedre. Ha sentenziato: "Vergognosa lottizzazione".

Vergognosa lottizzazione sarà stata la sua. La facoltà perdeva studenti a rotta di collo. Si è data nuova vitalità creando, dalle ceneri della vecchia, quattro facoltà: Lettere, Scienze Umanistiche, Filosofia e Studi Orientali. Corsi affascinanti che offrono grandi prospettive. Gli studenti se ne accorgeranno presto .

Quando scade il suo mandato?

Dovrei restare ancora tre anni e nove mesi. Dopodiché non mi ricandido neppure se mi sparano.


 

La risposta del Prof. Magrì.

A quest'intervista risponde il Professor Magrì, con una lettera inviata al direttore de "Il Messaggero", mai pubblicata dal quotidiano, indi finora inedita:

Egregio Direttore,

ho letto con interesse l'intervista "Governo fa', attenzione…" che il Rettore pro-tempore D'Ascenzo ha rilasciato al vostro giornale il 24 u.s.. Egli mi chiama in causa con due valutazioni relative al mio voto contrario sul bilancio di previsione de "La Sapienza".

La prima è: "…ma non si dica che lo ha fatto per motivi politici."

E' vero non ho votato per motivi politici con la "p" minuscola; non l'ho mai fatto, non prendo ordini da nessun partito come qualche altro. Io ho sempre portato avanti un discorso di Politica Universitaria, con la "P" maiuscola. Non so neppure se Forza Italia sappia cosa accade ne "La Sapienza" e se abbia una sua politica Universitaria.

La seconda è uno sfottò usato nel tentativo di delegittimare: "Lo conosco da sempre è così: vota contro".

Tale affermazione rivela la malcelata rabbia di chi non gradisce, o meglio non concepisce, un'opposizione critica che, purtroppo per Lui, ha troppo spesso ragione.

Devo riconoscere, però, la signorilità del Rettore che dedica quasi tutta la sua intervista ad ammettere i suoi errori, ed a far risaltare la correttezza e la lungimiranza di chi , spesso solo contro tutti, l'onere di difendere posizioni istituzionalmente ineccepibili.

Meglio tardi che mai!

Lasciando riposare in pace "…il cadavere del nonno" ammette di essersi sbagliato sull'aumento delle tasse.

Denuncia che il governo sottofinanzia "La Sapienza". Eppure è stato Lui a non aver avuto la forza e la capacità di contestare le scelte sui finanziamenti delle università fatta dall'ex Ministro Berlinguer, definito nell'articolo vicino a Lui (nel '98 votai contro il bilancio di previsione chiedendo di chiuderlo in rosso per dare un segnale di allarme).

Si lamenta per certe "strumentalizzazioni" in vista delle elezioni politiche da parte dell'estrema sinistra (anche da parte dello stesso On. Veltroni). Eppure, in un momento di scelte importanti per il futuro dell'Ateneo, la mancanza in Consiglio di Amministrazione ed in Senato Accademico della legittima rappresentanza studentesca crea dubbi sulla legittimità delle decisioni stesse e soprattutto sulla reale volontà di un sereno confronto con tale componente. Contro tale situazione io ed altri colleghi siamo stati costretti a fare passi ufficiali presso l'Università, il Murst e presentare, in ultimo, formale denuncia alla procura della Corte dei Conti.

Ritenendo che la disinformazione sia l'arma dei potenti io, povero consigliere incapace di fare politica con la "p" minuscola e capace di votare solo e sempre contro, sono riuscito a vincere una dura battaglia di trasparenza: ho ottenuto che tutte le sedute del Consiglio di Amministrazione fossero stenografate; sono, quindi, in grado di fornire i resoconti stenografici a chiunque li richieda ( i resoconti sono ben altra cosa dei verbali!!!). Questa rappresenta la vera informazione! Attraverso questo strumento gli studenti, il personale docente e non docente, i cittadini potranno conoscere il vero comportamento di tutti coloro che siedono in Consiglio di Amministrazione dell'Università "La Sapienza" e Voi giornalisti potrete fare una informazione più informata".

(Il resoconto stenografico dei C.d.A. sarà presto integralmente consultabile nel sito www.illaboratorio.net).


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