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Lo sviluppo storico della questione Palestinese. Parte seconda: 1939-1951
di Antonio Ambrosio
Continuiamo in
questo secondo articolo ad analizzare lo sviluppo storico
della questione palestinese, cercando di conciliare, per
quanto possibile, brevita' e precisione, impresa
evidentemente ardua, soprattutto se si considera la
complessita' dell'argomento trattato, che va comunque
affrontata se si vuole avere la possibilita' reale di
comprendere almeno in parte gli sviluppi odierni.
Come detto alla fine del precedente articolo,
consultabile in archivio, nel maggio del 1939 il Governo
Britannico constatata la impossibilita' di spartire il
territorio palestinese in due parti, sia per motivi
logistici che economici e trovatosi di fronte all'impossibilita'
di ottenere un qualsiasi tipo di avvicinamento tra Arabi
ed Israeliani, decise di pubblicare un "Libro Bianco"
nel quale annunciava la creazione, entro 10 anni, di uno
Stato Sovrano ed Indipendente di Palestina.
All'interno di questo Stato ci si sarebbe sforzati di far
collaborare Arabi ed Ebrei.
Intanto in questi dieci anni si sarebbe dovuto preparare
il campo.
In primo luogo sarebbe stata limitata l'immigrazione
ebraica, soprattutto nei primi cinque anni, sarebbe poi
stata creata, un'Assemblea Costituente, di cui avrebbero
fatto parte anche rappresentanti britannici, oltre che
chiaramente Arabi ed Ebrei, e soprattutto si sarebbe
diviso il futuro Stato di Palestina in tre zone: una in
cui l'acquisto della terra per gli Ebrei sarebbe stato
completamente vietato, un'altra nella quale sarebbe stato
limitato ed infine una terza nella quale sarebbe stato
completamente libero.
Gli Ebrei si opposero tenacemente a questo progetto,
perche' metteva, evidentemente, in discussione la nascita
di quel " focolare nazionale ebraico" promesso
loro, diversi anni prima, dalla famosa dichiarazione
Balfour. A tal proposito la Histadruth l'organizzazione
sionista dei lavoratori pubblico' il 17 aprile1939, un
manifesto nel quale invitava tutti gli Ebrei alla
resistenza contro qualsiasi tentativo di limitare la
creazione di un futuro Stato ebraico.
Va considerato che tutto questo avveniva in un periodo
molto particolare, siamo infatti, nel pieno delle
persecuzioni razziali messe in atto dal terzo Reich,
questo non solo aumentava di molto il numero di Ebrei,
che in fuga dall'Europa nazista giungevano nel territorio
palestinese, ma dava alla vicenda una risonanza di
carattere morale enorme rendendola molto pił difficile
da gestire.
Con lo scoppio della seconda guerra mondiale la Palestina
conosce un periodo di relativa calma, il territorio e'
ancora sotto mandato britannico, gli Ebrei decidono pero'
in questa fase di sospendere le proteste contro la GBR
per concentrare tutti gli sforzi contro il terrore
nazista.
I due principali gruppi armati, lo Haganah creato
prima ancora del 1919, con lo scopo di difendere i
possedimenti ebraici contro gli Arabi e lo Irgun Zwai
leumi decisamente piu' violento, creato nel 39 da
Daniel Rezie'li con 600 dissidenti dello Haganah,
decisero di deporre le armi, soltanto il Gruppo Stern guidato
da Abramo Stern (ucciso nel 41) continuo' la lotta contro
la GBR rivendicando diversi attentati terroristici in un
dei quali fu assassinato, nel 1944 al Cairo, il ministro
di Stato britannico Lord Moyne.
Comunque sia, al di la' di episodi isolati riconducibili
tutti al gruppo Stern, in questi anni la situazione nei
territori palestinesi rimane sostanzialmente tranquilla.
Alla fine del secondo conflitto mondiale pero', in
Palestina, dove "convivevano" 1.240.850 Arabi e
553.600 Ebrei, la situazione torno' subito estremamente
tesa.
La GBR che gia' da tempo aveva mutato il suo
atteggiamento filo-sionista a favore del mondo arabo,
rafforzo' il suo convincimento soprattutto in seguito all'assassinio
di Lord Moyne , nello stesso tempo di fronte ad una
situazione sempre piu' inestricabile il GovernoBritannico
decise di dividere le sue responsabilita' sul territorio
con gli USA .
Nel novembre del 45 fu cosi' creata una commissione di
inchiesta anglo-americana, che dopo un lavoro di alcuni
mesi nell'aprile del 46 consegno' un rapporto nel quale
si raccomandava l'introduzione in Palestina di 100.000
Ebrei, si sconsigliava la divisione del territorio in due
parti una araba l'altra ebraica e si proponeva il
mantenimento a tempo indeterminato del mandato britannico,
inoltre si consigliava per l'avvenire di lasciare libera
l'immigrazione ebraica. In sostanza si chiedeva la
abolizione del Libro bianco. Evidentemente, le proposte
di questa commissione erano decisamente gradite agli
Ebrei, molto meno agli Arabi. Non furono comunque accolte,
anche perche' la GBR non aveva nessuna intenzione di
prolungare a tempo indeterminato il proprio mandato.
Il 31 luglio del 46 Herbert Morrison su suggerimento di
un gruppo di esperti presento' alla Camera dei Comuni un
suo piano, secondo il quale la Palestina doveva essere
divisa in 4 zone : una provincia araba, una provincia
ebraica, il distretto di Gerusalemme, che sarebbe rimasto
sotto l'amministrazione internazionale e il distretto del
Negev, queste quattro zone, pur godendo ognuna di una
larga autonomia, avrebbero costituito un unico Stato. Il
Negev in particolare sarebbe stato amministrato da un
proprio governo autonomo, sotto la diretta influenza
inglese.
Il piano Morrison era evidentemente funzionale agli
interessi britannici. La GBR infatti nel 46 aveva firmato
un trattato di alleanza con la Transgiordania, a sua
volta ex mandato britannico, ora con l'eventuale
controllo diretto del Negev situato anche esso come la
Transgiordania a sud della Palestina, la GBR avrebbe
avuto la possibilita' di controllare direttamente il
canale di Suez. Il piano Morrison trovo' la ferma
resistenza ebraica l'Irgun e il gruppo Stern
moltiplicarono gli attentati riuscendo anche a colpire la
sede del GovernoPalestinese all'Hotel King David.
Il Governo Inglese decise allora di convocare, nel
settembre del 46, a Londra i rappresentanti degli Stati
Arabi e dell'Agenzia ebraica riunendoli in una conferenza
alla quale pero', questi rifiutarono di partecipare
ufficialmente.
Di fronte alla assoluta impossibilita' di trovare una
soluzione la GBR decise di sottoporre la questione
palestinese all'Assemblea generale delle Nazioni Unite,
che nell'aprile del 47 costitui' una commissione di
inchiesta denominata U.N.S.C.O.P . La commissione era
composta da i rappresentanti di undici Nazioni (Australia,
Canada, Cecoslovacchia, Guatemala, Jugoslavia ,India,
Iran, Uruguay, Peru', Paesi Bassi, Svezia). Il rapporto della
commissione, firmato solo da sette membri su undici,
proponeva di costituire due Stati separati uno Ebraico, l'altro
Arabo e di internazionalizzare Gerusalemme. I due Stati
sarebbero divenuti indipendenti dopo gli ultimi due anni
di mandato britannico. Questo progetto rispetto al piano
Morrison favoriva decisamente gli Ebrei, infatti
attribuiva al futuro Stato Ebraico gran parte del Negev,
la cui superficie era quasi un terzo di quella dell'intera
Palestina, il che avrebbe permesso il libero sviluppo
dell'immigrazione ebraica.
Il progetto fu discusso dal 16 settembre al 29 novembre
1947, durante la seconda sessione dell'Assemblea Generale
delle Nazioni Unite, tenutasi a New York , e alla fine fu
accettato con 33 voti a favore contro 13 contrari e 10
astensioni.
Va sottolineato che votarono contro tutti e sette gli
Stati Arabi piu' la Turchia, l'Afganistan, il Pakistan, l'India,
Cuba e Grecia, a favore invece sia l'U.R.S.S. che gli USA,
la Gran Bretagna si astenne. Subito dopo l'approvazione
fu creata una commissione di cinque membri con l'incarico
di assicurare l'attuazione del piano.
Da parte sua la GBR annuncio' che avrebbe messo fine al
suo mandato il 15 maggio 1948, a nove anni dalla
pubblicazione del Libro bianco.
Gli Arabi erano assolutamente contrari al piano approvato
alle Nazioni Unite e di fronte al fatto compiuto decisero
l'intervento militare.
La forza effettiva degli Arabi era pero' limitata, l'unico
Paese che poteva contare su un'organizzazione militare
moderna era la Transgiordania il cui esercito era guidato
da un'inglese Glubb Pascia', inoltre esistevano
divergenze profonde all'interno del fronte arabo: le
forze di liberazione della Palestina erano truppe
reclutate sul posto, guidate da Fauzi Kaukgi e dipendenti
dal Gran Mufti' di Gerusalemme, il quale chiedeva e
lottava per l'indipendenza della Palestina, la
Transgiordania invece mirava ad annettere la Palestina
araba, mentre l'Egitto da parte sua ambiva a conquistare
una parte del Negev e Giaffa. Un fronte composito dunque
poco coeso e male organizzato.
Gli Ebrei al contrario potevano contare su un'ottima
organizzazione: la Haganah era perfettamente
equipaggiata con armi americane e cecoslovacche e contava
su 70.000 uomini ben addestrati, ai quali si aggiungevano
i circa 6.000 dell'Irgun.
Il 15 maggio del 1948 appena partiti gli Inglesi lo Stato
di Israele si proclamo' indipendente, subito riconosciuto
da U.R.S.S. e U.S.A, contemporaneamente le truppe arabe
penetrarono in Palestina. Inizio' cosi' il primo
conflitto militare tra Arabi e Israeliani.. Le operazioni
militari intervallate da alcune tregue durarono dal 16
maggio 1948 al 25 gennaio 1949 e terminarono con la firma
di diversi armistizi, tutti conclusi a Rodi: il primo con
l'Egitto nel febbraio del 49, poi con il Libano a marzo,
con la Transgiordania ad aprile e la Siria a luglio,
sempre dello stesso anno. La vittoria Israeliana era
evidente, tra i Paesi Arabi l'unico a guadagnare qualcosa
fu la Transgiordania che, a seguito molto probabilmente
di un accordo segreto con Israele, occupo' la maggior
parte della Palestina araba e la parte vecchia di
Gerusalemme, mentre la parte nuova fu occupata dagli
Ebrei. Durante
le operazioni militari le Nazioni Unite portarono avanti
un'intensa opera diplomatica nel tentativo di farle
cessare al piu' presto. Il 21 maggio del 1948 fu nominato
un primo mediatore il conte Bernadotte, assassinato poco
dopo .
Il suo successore l'americano Ralph Bunche, nel settembre
del '48, sottopose all'Assemblea Generale delle Nazioni
Unite un nuovo piano sensibilmente diverso da quello
approvato nel '47. Bunche infatti, proponeva che il Negev
fosse destinato alla zona araba, il piano per essere
approvato doveva necessariamente essere appoggiato dagli
USA .
Il Dipartimento di Stato in un primo momento sembro'
essere favorevole, gli Stati Uniti erano pero' in piena
campagna elettorale, nessuno dei candidati, Truman
compreso, voleva rischiare di inimicarsi la potente e
numerosa comunita' ebraica, cosi' nonostante le pressioni
effettuate dalle compagnie petrolifere che avevano tutto
l'interesse a proteggere gli Arabi, il progetto non ebbe
l'appoggio del Governo Americano e fini' per arenarsi.
Si decise allora di confermare il piano del '47,
introducendo alcune modifiche di frontiere favorevoli
agli Ebrei. Israele ottenne cosi' un successo pieno che
fu rafforzato piu' tardi dall'ammissione alle Nazioni
Unite (11 maggio '49) .
E' fondamentale ricordare che il 9 dicembre sempre del '48,
a guerra ancora in corso, fu votata dall'Assemblea
Generale delle Nazioni Unite una risoluzione che
prevedeva l'internazionalizzazione di Gerusalemme divisa
allora tra Ebrei e Transgiordani, per tutta risposta il
14 di dicembre '48 il Governo Israeliano non tenendo in
nessun conto la decisione dell'ONU dichiaro' che il suo
parlamento sarebbe stato installato a Gerusalemme
dichiarandola capitale dello stato di Israele.
Due giorni dopo il 16 Re Abdullah contro il volere della
Lega Araba annette' la Palestina araba alla
Transgiordania dando allo Stato cosi' costituito il nome
di Giordania hascemita, l'annessione fu poi ratificata
nel '50 dal Parlamento Giordano, composto da membri in
numero uguale della Transgiordania e della Palestina
araba le due parti del nuovo Stato.
La Lega Araba accetto' lo stato di fatto, solo il gran
Mufti' di Gerusalemme protesto' dichiarando che si
trattava dello sterminio del Popolo Palestinese in Terra
Santa, GBR riconobbe il nuovo Stato di Giordania creato
attraverso la fusione di Transgiordania e Palestina araba.
Piu' tardi nel 1951 a Parigi si tenne una conferenza di
riconciliazione, con nessun risultato tangibile, le
delegazioni arabe ed israeliane vi presero parte
separatamente. Gli Israeliani puntavano a concludere
patti di non aggressione con i Paesi Arabi vicini in modo
da garantire lo status quo e quindi le conquiste
territoriali effettuate, mentre gli Arabi insistevano
sulla questione dei profughi rifiutandosi di firmare
qualsiasi accordo.
Riguardo ai profughi Israele accettava il rimpatrio solo
di un numero limitato di essi tale da non sovvertire l'ordine
interno. In effetti uno dei problemi principali che
avrebbe da ora in avanti fino ai nostri giorni
caratterizzato la questione palestinese e' proprio il
problema dei profughi palestinesi.
Allontanati dalle proprie case in seguito alla avanzata
territoriale di Israele durante la guerra, non avevano
assolutamente la possibilita' di provvedere alla propria
sussistenza. Israele come detto non era disposto a farne
rientrare piu' di 100.000 sul proprio territorio a fronte
di un numero complessivo che variava tra i 700.000 e il
milione. L'unica soluzione praticabile sembrava essere il
loro assorbimento negli altri Paesi Arabi, la qual cosa
implicava pero' uno sviluppo economico di tali Paesi tale
da poter sopportare il loro assorbimento, prospettiva, in
quel periodo, di difficile attuazione . Per far fronte ad
una situazione oggettivamente drammatica nacque l'United
Nations Relief and Work Agency for Palestine Refugees
che non ebbe pero' altro compito oltre a quello di
distribuire razioni alimentari, evidentemente poca cosa.
Israele divenne,ovviamente, in questi anni il centro dell'immigrazione
ebraica, tra il 48 e il 50 giunsero ben 510.000
immigranti provenienti soprattutto dall'Europa e dal
mondo arabo, addirittura la comunita' ebraica dello Yemen
44.600 persone si trasferi' completamente .Il
GovernoIsraeliano incentivava l'arrivo di immigranti
ebraici e per i tre anni seguenti al 1950 contava di
farne arrivare almeno altri 600.000.
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